Rubriche

Il giorno che san Giorgio discese dal cielo

Cesare Cavalleri mercoledì 25 aprile 2012
Un grecista, Giulio Guidorizzi, e una storica della filosofia medievale, Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, hanno associato le loro competenze in un libro affascinante, Corpi gloriosi. Eroi greci e santi cristiani, pubblicato da Laterza (pp. 172, euro 18). Non è un libro a quattro mani: ciascuno dei due autori dichiara i capitoli che ha redatto, e anche per questo è eliminato in radice il rischio di una continuità-contaminazione fra la tradizione classica e l'esperienza cristiana, quasi che i santi cristiani fossero una sorta di reincarnazione degli antichi eroi, oppure la cristianizzazione di miti pagani, del tipo san Giorgio come sacralizzazione del cavaliere sciita, o giù di lì. Valga questa citazione di Peter Brown: «Il culto degli eroi aiuta poco a spiegare quello dei santi ed è un dato di fatto che il culto dei santi nasce indipendentemente, se non in contrapposizione, con quello degli eroi. Si tratterebbe di fenomeni tra loro indipendenti, non solo perché l'essenza dell'eroe pagano diverge da quella del santo cristiano, ma anche perché gli eroi non sono intercessori, come i santi, il cui potere proviene da Dio; inoltre lo specifico legame tra morte e resurrezione di un corpo che si disgrega ma rinascerà, così caratteristico del culto cristiano, manca completamente a quello degli eroi». Perfetto. Semmai, l'esperienza pagana e quella cristiana sono entrambe sintomi dell'esigenza culturale di ispirarsi a modelli illustri: «Ogni terra ha bisogno di eroi – sebbene su questo Brecht non fosse d'accordo: "Maledetta la terra che ha bisogno di eroi" – e li sceglie sulla base delle proprie coordinate culturali». Vi sono anche singolari parallelismi devozionali, come l'antico rito dell'incubazione che si praticava, per esempio, in un santuario nei pressi di Alessandria d'Egitto che custodiva le reliquie dei santi Ciro e Giovanni: i fedeli dormivano nel tempio, confidando che i santi apparissero in sogno concedendo guarigioni o ammonimenti. Una delle fonti principali di Guidorizzi è il Viaggio in Grecia di Pausania, lo scrittore che nel II secolo d. C. descrisse miti e luoghi dell'antichità visitati personalmente (la grandiosa opera è disponibile in 9 volumi della Bur); Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri si ispira spesso alla Legenda aurea di Jacopo da Varazze. Corpi gloriosi (libro affascinante, ripeto) non è una raccolta di aneddoti o di curiosità, di cui peraltro è ricco: è una riflessione duttile e corretta su un capitolo dello scibile solitamente poco frequentato. Un esempio: Filostrato ed Erodoto raccontano di apparizioni di eroi per riparare torti o intervenire variamente, come Aiace Oileo o il suo fantasma che combatteva al centro dello schieramento degli opliti di Locri. Ma che dire degli «angeli di Mons»? Un soldato inglese ha raccontato (e la stampa dell'epoca diede ampio risalto) che nell'agosto 1914 le truppe inglesi accerchiate dai tedeschi a Mons, in Belgio, «videro nell'aria forme luminose che divennero via via più distinte. Quella centrale aveva le ali, le altre due, ai suoi fianchi, erano più piccole. Vestivano mantelli dorati, fluttuanti, e si fermarono ben visibili sopra la linea tedesca che stava davanti a noi». Gli inglesi, confortati dall'apparizione di san Giorgio e dei suoi aiutanti, ebbero la meglio sui tedeschi.