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Il gentile assist della politica alla canzonetta gender fluid

Umberto Folena sabato 4 febbraio 2023
O ha un formidabile ufficio stampa, capace di intrufolarsi nel Parlamento e stuzzicare la deputata giusta, oppure ha una fortuna sfacciata. Chi è Rosa Chemical, alias Manuel Franco Rocati, la o il cantante in gara al Festival di Sanremo? Fino a giovedì è presumibile lo sapessero solo i suoi aficionados. Da ieri (le citazioni sono dai quotidiani del 3/2), lo sanno (quasi) tutti, grazie alla deputata FdI Maddalena Morgante che ha denunciato il testo “gender fluid” della sua canzonetta. Il “Corriere” ne è talmente colpito da pubblicare la stessa notizia addirittura due volte, alle pagine 22 in cronaca e 34 negli spettacoli, giusto per i distratti. Ma non basta, perché della cosa si occupa pure l’ottimo Massimo Gramellini in prima, cadendo purtroppo in un piccolo equivoco quando scrive: «Il Festival, come i giornali, non crea la realtà. La fotografa». Non è vero. I giornali selezionano le notizie da pubblicare, un centinaio su migliaia, e decidono quale rilievo dargli. Puntano un fascio luminoso su un fatto lasciando al buio altri fatti. In questo senso i media non si limitano mai a “fotografare”, in modo neutro, la realtà, ma contribuiscono a crearla. I giornali d’opposizione hanno buon gioco nel fare ironia, come nel titolo della “Repubblica” – «Rosa shocking. Il festival gender fluid spaventa Fratelli d’Italia» – al servizio di Gino Castaldo che annota (al maschile): «Rosa Chemical, fino a poche ore fa sconosciuto e ora gratificato da un assist clamoroso» e ricorda: «Questa specifica ambiguità è nel dna del rock», e gli esempi, da Boy George ad Achille Lauro, sono innumerevoli e superflui. Sulla “Stampa” Paola Italiano ricorda le tante irruzioni della politica, da quanto il Msi mise sotto accusa Claudio Villa o a Celentano fu rimproverato di aver girato le spalle al pubblico (ballava). Perfino “Libero” non sembra prendere troppo sul serio l’onorevole Morgante. Titolo del servizio di Daniele Priori: «La politica ha già invaso definitivamente il palco dell’Ariston». Capitolo Papa in Congo. Dopo un poco di spazio in più concesso il 2/2, ricala il silenzio. Ieri 3/2 nessun servizio su “Corriere” e “Repubblica”, 20 righe di taglio basso sulla “Stampa”. Ah già, vuoi mettere Francesco nel cuore dell’Africa più sventurata con la fluidità di Rosa Chemical? Non c’è partita. © riproduzione riservata