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Alfonsa. Il dolore come finestra sulla vita di Dio

Matteo Liut giovedì 28 luglio 2016
Dio scrive una storia meravigliosa partendo dagli angoli più bui delle nostre esistenze, dalle ferite più profonde, dalle sofferenze più pesanti. Per questo i cristiani sanno che la morte e la sua logica non avranno l'ultima parola. Lo testimoniano santi come sant'Alfonsa dell'Immacolata Concezione, al secolo Anna Muttathupadam, religiosa indiana morta ad appena 35 anni nel 1946. Nata il 19 agosto 1910 nel Kerala, orfana, fu cresciuta dalla nonna e dalla zia, che per lei volevano il matrimonio. Ma la vocazione alla vita consacrata era più forte: nel 1927 entrò tra le Clarisse, emettendo i voti solenni nel 1936. Il suo ministero fu segnato da numerose sofferenze fisiche e da malattie che alla fine la portarono alla morte il 28 luglio 1946. La sua santità si espresse nel modo in cui fece del dolore una finestra aperta sulla vita di Dio.Altri santi. San Vittore I, papa dal 189 al 199 e martire; sant'Acacio di Mileto, martire (321). Letture. Ger 18,1-6; Sal 145; Mt 13,47-53. Ambrosiano. 2Cr 9,13-31 [forma breve 9,22-31]; Sal 47; Lc 11,37-44.