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Ulrica Nisch. Il coraggio di soffrire per dare speranza

Matteo Liut mercoledì 8 maggio 2013
Una vita di servizio tra lavoro e vita religiosa; una testimonianza di umile costanza e di luminosa serenità quotidiana; il coraggio di fare della sofferenza un motivo per dare speranza. Sono questi i tratti più evidenti della vicenda della beata Francesca Nisch, nata il 18 settembre 1882 in Germania. Per sostenere la propria famiglia, provata dalla povertà, andò a servizio in diverse case ma nel 1903, colpita da una grave malattia, fu ricoverata a Rorschach dove venne a contatto con le Suore di Carità della Santa Croce di Ingenbohl. Accolta da questa famiglia religiosa a Costanza, cambiò il proprio nome in Ulrica e il 24 aprile 1907 emise la professione religiosa servendo in cucina in diverse strutture della congregazione. Morì a 31 anni a causa della tubercolosi nel 1913.Altri santi. San Vittore, martire (II-IV sec.); san Bonifacio IV, papa (VI-VII sec.). Letture. At 17,15.22-18,1; Sal 148; Gv 16,12-15. Ambrosiano. At 20, 17-38; Sal 26; Gv 14,7-14 / At 1,1-11.