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Elisabetta di Portogallo. Il coraggio dell'amore sana le ferite

Matteo Liut lunedì 4 luglio 2022

Contro chi ci ferisce, con il coraggio dell’amore che sana le infedeltà: i cristiani sanno che non sono le meschinità umane ad avere l’ultima parola, ma la luce della verità che viene da Dio. E in questa prospettiva visse santa Elisabetta di Portogallo, regina che fece del Vangelo la propria guida sia nella vita domestica che in quella pubblica. Era nata a Saragozza, in Aragona (Spagna), nel 1271, figlia del re di Spagna Pietro III, e a soli 12 anni venne data in sposa a Dionigi, re del Portogallo, da cui ebbe due figli. Nonostante le infedeltà del marito, la regina seppe essere sua consigliera saggia, aiutandolo a smorzare le tensioni tra Aragona, Portogallo e Spagna. Alla morte di Dionigi donò i suoi averi ai poveri e ai monasteri, diventando terziaria francescana. Dopo un pellegrinaggio al santuario di Compostela, in cui depose la propria corona, si ritirò nel convento delle clarisse di Coimbra, da lei stessa fondato. Dopo la morte avvenuta nel 1336 ad Estremoz in Portogallo, il suo corpo fu riportato al monastero di Coimbra. Morì nel 1336 e fu canonizzata nel 1625.

Altri santi. Sant’Ulrico, vescovo (X sec.); beato Piergiorgio Frassati, laico (1901-1924).

Letture. Romano. Os 2,16-18.21-22; Sal 144; Mt 9,18-26.

Ambrosiano. Dt 4,32-40; Sal 76 (77); Lc 6,39-45.

Bizantino. Rm 12,4-5.15-21; Mt 12,9-13.