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Il “Collegio” di Rai 2 Vero a metà?

Andrea Fagioli giovedì 24 ottobre 2019
Ci siamo occupati spesso negli ultimi tempi di Rai 2. Del resto ci sono stati dei nuovi prodotti della rete, delle acquisizioni importanti e delle conferme di successo. Segno, in ogni caso, di una ritrovata vitalità grazie alla direzione di Carlo Freccero. Tra i nuovi programmi abbiamo particolarmente apprezzato O anche no, perché si occupa di disabilità e lo fa da autentico servizio pubblico. Abbiamo salutato con favore la comicità di Battute? e anche, sia pure con qualche riserva, quella di Maledetti amici miei, sicuramente uno dei programmi più innovativi della stagione. Sul piano delle acquisizioni importanti, al di là di come siano avvenute, non si può non ricordare Che tempo che fa con Fabio Fazio che all'interno del palinsesto della rete ha avuto pure uno sviluppo con Che tempo che farà. Anche il Petrolio di Duilio Giammaria, buon programma di approfondimento giornalistico, sta per arrivare su Rai 2. Per quanto riguarda invece le conferme, dopo Rocco Schiavone (su cui il giudizio è articolato), ecco ora Il collegio, da martedì scorso alle 21.20, annunciato come un fenomeno di costume tra i giovanissimi e gli adolescenti. Sul seguito non ci sono dubbi, i dati d'ascolto parlano chiaro: quasi due milioni e mezzo di telespettatori ai quali va aggiunta l'interazione social, compreso il Collegio off con Valentina Varisco e Niccolò Bettarini, figlio di Simona Ventura a sua volta voce narrante nella versione tv anche se, rispetto alle previsioni, la narrazione principale è affidata a un uomo. Per cui tanto valeva confermare il più simpatico Giancarlo Magalli. Gli altri dubbi restano sul fatto che questo particolare docu-reality possa rappresentare davvero un esperimento televisivo e sociale. Tutt'al più può essere interessante come spaccato sul mondo degli adolescenti e sul loro rapporto con lo studio e soprattutto con le regole, che sembrano non avere. Interessanti al proposito anche i genitori, che il più delle volte appaiono immaturi quanto i figli. In questo senso è apprezzabile il lavoro a livello di casting. I ragazzi sono selezionati con accortezza: venti su ventiduemila che si sono presentati ai provini. Ma il vero punto di forza del Collegio è far sembrare vero anche quello che non lo è.