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Il cimitero dei bambini: vita e morte a Niamey

Mauro Armanino martedì 9 novembre 2021
Piccole tombe di sabbia, che le scarse piogge e il vento trafiggono e limano nel silenzio. Altre sono ricoperte da uno strato leggero di cemento sul quale si scrive il nome e talvolta la duplice nascita, alla vita e al cielo. Solo alcune portano incastonate piastrelle che sembrano sfidare con successo il tempo che scorre tra una stagione e l'altra. Il due novembre c'era un discreto numero di fedeli a rendere insolitamente animato il nuovo cimitero cristiano della capitale. Hanno riservato ai bambini tutto un settore del camposanto che si allarga con quotidiana determinazione. In alcuni casi i genitori e i parenti dei bambini hanno scritto il nome e la data dell'altra nascita su una lamiera saldata a un supporto a forma di croce dipinta di nero. Per altre tombe la croce è formata da due legni tenuti assieme da un filo di precaria speranza. Su alcune si trova una candela piegata dal calore del giorno. Altre tombe, infine, tendono a scomparire e a confondersi con la terra alla quale le creature che accolgono sono tornate.
François René è nato la prima volta il 14 gennaio del 2013 e la seconda il 24 di ottobre di quest'anno. Godwin è nato e tornato lo stesso giorno, il 24 aprile di quest'anno. Gloria è arrivata il 20 agosto dell'anno scorso e ripartita il 20 di giugno di quest'anno. Timothé è nato il 26 di gennaio del 2020 e partito in fretta quest'anno nel mese di giugno. Ameline è giunta l'11 dell'undicesimo mese del 2019 e salpata il 10 di settembre di quest'anno. Per Eli c'è una sola data scritta: il 19 aprile del 2021. Samson ha attraversato in un mese appena il Paese perché, è nato l'11 febbraio di quest'anno ha pensato bene di ripartire lo stesso giorno del mese seguente. Di Aliya, la principessa migrante del Sahel avevamo commentato a suo tempo il breve transito. Giusto due mesi e qualche giorno per una malattia non curata con prontezza al dispensario. Per Gabriel i mesi di passaggio sono stati cinque, da maggio a ottobre dell'anno scorso. Gerard, infine, ha vissuto meno di un mese, l'anno scorso. Accanto alle date hanno scritto "Tutto è grazia".
Piccole tombe di sabbia, ricoperte di un poco di cemento o rese più visibili da piastrelle che cambiano di paesaggio a seconda del vento. Su una di queste sepolture hanno seminato una piantina che ha cominciato a crescere. Su altre non si trova nulla e su alcune, come già detto, riposa una croce adagiata in attesa. Sopra una di questi sepolcri hanno deposto un paio di scarpine bianche perché la bimba possa continuare, altrove, a camminare. Su di un'altra, infine, hanno sparso una manciata di biscottini e lasciato gli altri in un sacchetto aperto, nel caso che il bimbo dovesse tornare.
Niamey, 2 novembre 2021