Rubriche

Il 2009 dei campi? Un fallimento

Andrea Zaghi sabato 19 dicembre 2009
Un fallimento, o quasi. Nel 2009 i redditi agricoli in Italia e in Europa sono crollati senza pietà. Colpa, spiegano i tecnici del comparto, delle enormi difficoltà con cui il settore ha avuto a che fare: prezzi all'origine troppo bassi, costi troppo alti, una domanda che langue, la concorrenza che non perde occasione per ferrare colpi anche bassi. Una situazione che inizia ad avere i connotati di un tracollo che lascerà il segno. E che, soprattutto, non è ben chiaro come affrontare.
Ad iniziare a fare i conti, qualche giorno fa, è stata Confagricoltura. Conti che fatalmente spingono verso il basso il settore proprio mentre per il resto dell'economia sembra stia registrando i primi segnali di ripresa. L'agricoltura nel 2009 subisce ancora gli effetti di un deterioramento del valore aggiunto (si sono persi circa 2 miliardi di euro in cinque anni, con un calo percentuale del 6,4%). La crisi " ha detto Confagri " è stata alimentata da una flessione della domanda, sia interna sia estera, a sua volta determinata dalla crisi internazionale. Una bastonata che ha riguardato le vendite alimentari al dettaglio e l'export agroalimentare (anche se le esportazioni agroalimentari, pur in diminuzione, hanno mostrato di tenere rispetto agli altri comparti del made in Italy). «L'offerta " ha precisato l'organizzazione " ha trovato minori sbocchi con un conseguente crollo delle quotazioni». E non solo, perché ad aggravare la situazione ci si è messa «la sommatoria dei ribassi dei prezzi all'origine e degli aumenti dei costi di produzione»; che significa un peggioramento ormai cronico della forbice prezzi/costi, con i secondi che aumentano molto più rapidamente dei primi. Così, dal 2000 ad oggi questi sono cresciuti del 25,8% e i ricavi solamente del 7,1%. Il settore lattiero è stato in difficoltà per tutto l'anno; in estate poi c'è stata la pesante crisi di mercato di pesche e nettarine; alla fine dell'anno i prezzi dell'olio e del vino sono crollati. «Particolarmente negativa " sempre secondo Confagri " è la situazione della zootecnia, soprattutto degli allevamenti suinicoli, e del comparto cerealicolo».
Non meglio va in Europa. Secondo Eurostat, la grave situazione in cui versa il settore agricolo italiano così come l'intero contesto dei Paesi Ue è testimoniata dal fatto che il reddito agricolo per occupato è diminuito del 12,2%, rispetto al 2008: che significa tornare ai livelli del 2005. Ad essere interessati al crollo pressoché tutti i Paesi eccetto Regno Unito, Malta, Finlandia, Cipro, Grecia. E, ad essere colpita di più, è stata proprio l'Italia con un -25,3% sul 2008, la diminuzione più accentuata fra i paesi membri, esclusa l'Ungheria (-35,6%). Non una sorpresa secondo la Cia-Confederazone italiana agricoltori che ha parlato però di una situazione da «bollino rosso» e che certamente ha del drammatico. Tutto mentre le modifiche alla Finanziaria 2010 " che hanno recepito alcune delle richieste del settore " sono state accolte con soddisfazione ma anche con un «non basta».