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I paradossi del lavoro e la riscoperta della fabbrica

Francesco Delzio sabato 9 settembre 2017
C'è una parte di Italia che soffre per la mancanza di lavoro e c'è un'altra parte che soffre per la mancanza di lavoratori. È il grande paradosso della (dis)occupazione italiana: domanda e offerta di lavoro che non si incrociano e non si conoscono. Lo segnala con cruda chiarezza il rapporto di Unioncamere sulle previsioni di assunzione delle imprese tra agosto e ottobre 2017: su 875.600 assunzioni previste, 300mila saranno di giovani under 29. Ma la maggior parte di questi saranno introvabili per le nostre aziende, perché oggi alla domanda di lavoro non corrisponde un'adeguata offerta di laureati e diplomati.
È una questione ormai "cronica" e vitale per la competitività del nostro Paese, di cui si discute poco e male. In un regime di alta disoccupazione giovanile, scarseggiano le competenze necessarie alla nostra industria (in particolare manifatturiera): si stima che nelle industrie metalmeccaniche ed elettroniche manchino all'appello addirittura il 44% dei giovani necessari. Non si trovano sul mercato, ad esempio, l'87% di farmacisti, biologi e specialisti delle scienze della vita, il 63% di tecnici specialisti dell'Ict (tecnologie dell'informazione e della comunicazione), il 61% di progettisti e ingegneri, il 58% di fisici e chimici.
I dati certificano purtroppo una sensazione diffusa, che chiunque di noi può avvertire quando si trova a discutere con un ragazzo (e la sua famiglia) le scelte di studio e i desideri di inserimento nel mondo del lavoro. Prevalgono nettamente il disorientamento, l'inconsapevolezza delle strade ricche di opportunità e dei vicoli ciechi, l'incapacità di lettura dei trend del mondo del lavoro. In questo marasma, pochi ragazzi (e non molti genitori) sanno che il primo motore di occupazione in Italia è ancor oggi l'industria manifatturiera e che l'uso delle tecnologie e il miglioramento degli ambienti di lavoro stanno modificando profondamente la qualità della vita nelle nostre fabbriche. Nasce da questo gap culturale "Il Post in Fabbrica", una innovativa partnership tra Confindustria e RTL 102.5 che ho costruito personalmente insieme a Lorenzo Suraci e Giovanni Brugnoli: l'iniziativa porterà in radio ogni mercoledì (a partire dal prossimo) le voci e le storie di imprenditori manifatturieri che racconteranno le loro fabbriche e i loro prodotti, ma soprattutto le competenze di cui hanno bisogno, e che raccoglieranno i curricula dei giovani interessati a entrare in questo mondo. Uno strumento visibile e concreto per orientare meglio le scelte dei nostri giovani. E magari per far "innamorare" gli italiani della loro industria.
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