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Giustino. Tra antichi e Vangelo un ponte di dialogo

Matteo Liut martedì 1 giugno 2021
La bellezza nel mondo è l'espressione più universale dell'amore di Dio: riuniti attorno al bello gli uomini possono scoprire insieme il vero. A gettare questo ponte tra ragione e fede, tra antichi filosofi e annuncio del Risorto, furono i numerosi pensatori dei primi secoli. Tra loro ci fu anche san Giustino, originario di Flavia Neapolis, in Samaria, figlio di una famiglia pagana. Studiò a fondo i filosofi greci, e soprattutto Platone, approdando poi ai Profeti di Israele e poi al messaggio di Cristo: venne battezzato verso l'anno 130 a Efeso. Negli anni 131-132 era a Roma dove si trovò a confrontarsi con gli studiosi pagani, battendosi contro i pregiudizi sui cristiani alimentati dall'ignoranza. Va in questa linea il suo «Dialogo con Trifone». Da predicatore e studioso itinerante Giustino soggiornò in varie città dell'Impero. Di nuovo a Roma, poi, scrisse una seconda Apologia in difesa dei cristiani, che venivano mandati a morte come "atei" (cioè nemici dello Stato e dei suoi culti). E così anche lui, nel 164, venne incarcerato come "ateo": venne decapitato con altri sei compagni.
Altri santi. Beato Giovanni Battista Scalabrini, vescovo (1839-1905); sant'Annibale Maria Di Francia, sacerdote (1851-1927).
Letture. Romano. Tb 2,9-14; Sal 111; Mc 12,13-17.
Ambrosiano. Es 2,1-10; Sal 104 (105); Lc 4,25-30.
Bizantino. Rm 4,4-12; Mt 7,15-21.