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Giuditta. Una madre e un figlio martiri profeti di una speranza nuova

Matteo Liut martedì 16 giugno 2020
La fede unisce le generazioni, attraversa la storia e offre al mondo un futuro di speranza vincendo tutti gli atti di prepotenza e di violenza. Così la storia di santa Giuditta (o Giulitta), madre cristiana vissuta tra il III e il IV secolo, che morì martire assieme al figlio, Quirico, di appena tre anni, ci offre la possibilità di cogliere nel Vangelo una radice di senso per il nostro tempo. Vedova facoltosa di Iconio (oggi Konya in Turchia) vissuta al tempo della persecuzione di Diocleziano, Giuditta fu privata di tutti i propri beni di fatto a causa della fede. Fuggì quindi verso Tarso, ma fu arrestata dal governatore romano Alessandro e sottoposta a torture. Secondo la tradizione quando Giuditta si proclamò cristiana Alessandro scagliò a terra il piccolo Quirico che era sulle sue ginocchia. Il piccolo morì e la madre venne condannata e martirizzata.
Altri santi. San Similiano di Nantes, vescovo (IV sec.); beata Maria Teresa Scherer, religiosa (1825-1888).
Letture. 1Re 21,17-29; Sal 50; Mt 5,43-48.
Ambrosiano. Es 15,22-2; Sal 102; Lc 5,12-16.