Rubriche

Futuro tra efficienza interna ed export

Andrea Zaghi domenica 23 febbraio 2020
Non è una sorpresa, ma è pur sempre una conferma che, in tempi grami, diventa una buona notizia. In controtendenza con l'andamento generale, cresce il fatturato dell'industria alimentare nazionale. Il salto, l'ultimo in ordine di tempo, è pari al +2,3% (calcolato sulla base dei dati relativi al fatturato industriale nel dicembre 2019 elaborati dall'Istat). Che, detto in valore assoluto, significa, secondo Coldiretti, una filiera agroalimentare estesa (dai campi agli scaffali e alla ristorazione), che vale 538 miliardi di euro: il 25% del Pil e 3,8 milioni di occupati. Un punto importante che deve essere valorizzato e consolidato, pensando, per esempio, ai giovani e agli strumenti di promozione.
Ai primi, che comunque in agricoltura ci sono ma mai abbastanza, pensa fra l'altro la Banca nazionale delle terre agricole gestita dall'Ismea. Con l'ultimo bando sono a disposizione circa 10mila ettari. Oltre la metà dei terreni si trovano in regioni del Sud Italia, il 23% al Centro; la superficie media è di 26 ettari, più del triplo della media italiana. Tutti i terreni possono produrre redditi fin da subito e senza investimenti onerosi. Passo notevole, quello del nuovo bando della Banca della terra, perché, come fa notare Coldiretti, proprio la disponibilità di terra è il principale ostacolo alla nascita di nuove imprese agricole condotte da giovani e cioè di imprese che riescono, alla conta dei numeri di bilancio, a raggiungere i traguardi più ambiti.
Mete che, per essere ancora più efficaci, devono poter beneficiare anche di contesti economici e sociali fatti di competitività ed efficienza, oltre che di strumenti di promozione adeguati. Cosa non da poco, che, fra l'altro, in queste settimane deve fare i conti con gli scossoni internazionali dovuti anche all'epidemia di coronavirus. Eppure è dal connubio di efficienza e mercati esteri che può delinearsi il futuro dell'agroalimentare nostrano. Su questo punta tutto, per esempio, Cibus di Parma che per
maggio prossimo sta preparando l'edizione 2020 di quella che viene indicata come piattaforma permanente del Food Authentic Italian. A dispozione, per due anni, oltre 5 milioni di euro per il programma di incoming dei buyer in collaborazione con ITA/ICE. Perché anche in un'epoca di barriere – economiche e fisiche –, la globalizzazione bussa alla porta anche di quelle imprese agricole che si pensano ancora lontano dai mercati internazionali. E invece non lo sono.