Rubriche

Abdia. Ferire i poveri è andare contro Dio

Matteo Liut domenica 19 novembre 2017
Guai a coloro che gioiscono nel "giorno della sventura" del loro fratello, perché a "vincere" nella storia non sarà la violenza, la supremazia del più forte, ma saranno coloro che sapranno affidarsi a Dio. Ecco l'unico metro di giudizio sulle nazioni secondo la visione biblica e cristiana, un criterio che appare chiaro nel libro più corto delle Sacre Scritture, quello di Abdia. Il profeta ricordato oggi dalla liturgia visse nel VI secolo prima di Cristo, assistendo forse alla conquista babilonese di Gerusalemme. Altri popoli "cugini" approfittarono della debolezza di Israele per depredarlo e ciò fece crescere la sete di giustizia in mezzo al popolo di Dio. Una sete che trovò piena espressione nei 21 versetti di Abdia, il cui grido, però, non nasce dalla rabbia ma dalla sconfinata fiducia nel Signore, che da sempre è vicino al più debole: approfittarsi di chi è in disgrazia significa andare contro Dio stesso.
Altri santi. San Fausto di Alessandria, diacono e martire (III-IV sec.); santa Matilde di Helfta, monaca (XIII sec.).
Letture. Pr 31,10-13.19-20.30-31; Sal 127; 1Ts 5,1-6; Mt 25,14-30.
Ambrosiano. Is 51,7-12a; Sal 47; Rm 15,15-21; Mt 3,1-12.