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Fedele da Sigmaringen. Il volto di una fede coraggiosa

Matteo Liut sabato 24 aprile 2021
San Fedele da Sigmaringen è il volto di una fede coraggiosa, pronta ad affrontare il mondo in nome della verità del Risorto. Si chiamava Markus Roy ed era nato da una famiglia di origine fiamminga nel 1578. Aveva studiato filosofia e poi diritto a Friburgo ma, deluso dalla professione forense, nel 1612 entrò, assieme al fratello, tra i Cappuccini. Ordinato prete, si fece conoscere per alcuni scritti in difesa dell'ortodossia davanti al diffondersi del protestantesimo e per questo il vescovo di Coira lo chiamò nella sua diocesi come predicatore. San Fedele accettò e nel 1622 venne nominato superiore delle missioni nei Grigioni. La sua opera portò molti alla conversione, soprattutto durante la Quaresima del 1622. Questo però suscitò molta ostilità, anche perché la fede cattolica veniva identificata con quella dell'impero asburgico, considerato un invasore in quelle terre. Il 24 aprile a Séwis fu fermato da un gruppo di soldati che gli chiese di rinnegare quanto aveva appena predicato in chiesa: al suo rifiuto lo aggredirono e lo uccisero con la spada.
Altri santi. San Benedetto Menni, religioso (1841-1941); santa Maria Elisabetta Hesselblad, religiosa (1870-1957).
Letture.
Romano. At 9,31-42; Sal 115; Gv 6,60-69.
Ambrosiano. At 8,1b-4; Sal 65 (66); 1Cor 15,21-28; Gv 6,30-35.
Bizantino. At 9,19-31; Gv 15,17-16,2.