Rubriche

E infine dice

Davide Rondoni venerdì 21 giugno 2013
La ragazza a terra non sa cosa fare. Si tira nervosamente una ciocca di capelli. Un poco piange. Tra le donne si sa bene cosa succede. Anche lei fu portata da piccola alla buca. Là, sul ciglio della fossa, la bambina che era cercò di nascondere il viso sul ventre della madre in piedi dietro di lei. Ma il padre la bloccò e le girò la testa lentamente. Lei rigida vide. Sono passati dieci anni e non ha mai dimenticato il rumore delle pietre sul corpo chiuso nel telo. Sordi, monotoni. La figura imbavagliata chiusa nel sacco si muoveva e riusciva appena a lamentarsi, poi si sfasciò inzuppando di sangue la tela. Anche per lei qualcuno ha cantato «belle le tue guance tra i monili pendenti». Ma ora nessuno darebbe un soldo. Gesù si mette a tracciare segni per terra. Come se badasse ad altro. «Io penso» infine dice con voce forte, ma senza alzare il capo, «io penso che…». La ragazza trattiene un singhiozzo. «…chi è senza peccato può scagliare la prima pietra». Giovanni sorride, un cerbiatto. Giacomo si passa una mano sul viso. Pietro solleva la testa e vorrebbe ridere. Si trattiene. Il sacerdote con la barba ben curata fissa Gesù. Sembra che la luce bianca dal cielo tra le grandi mura del tempio lo abbia calcificato. Poi guarda i suoi compagni. Le pietre nei pugni che si allentano.