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Due agnelli

Roberto Mussapi mercoledì 19 luglio 2023
Verona, una notte d’incanto, a una festa danzante si incontrano Romeo Montecchi e Giulietta Capuleti: la notte stessa, nel buio, nascosto tra i cespugli nel giardino della casa di lei, il giovane Romeo dichiarerà il suo amore a Giulietta, «invidiata dall’incantevole luna»: e il loro amore decide all’istante, d’impulso, di superare i loro nomi: Capuleti e Montecchi sono le due famiglie egemoni nella città, e si odiano. Verona, il cui nome è diventato dolcissimo in tutto il mondo, dalla sera e dalla recita in cui Shakespeare ne ha fatto il mito di amore tragico e giovanile, è una città dove i vecchi, o adulti, impongono il crudo dettame della morte. E i due giovani più belli delle due famiglie egemoni si innamorano. Sono felici, innocenti: sono due agnelli. I due agnelli moriranno, crudamente, perché la comunità, per redimersi, rigenerarsi, ha fatalmente bisogno di un sacrificio. E infatti, dopo la loro morte, le due famiglie, scosse mortalmente dall’evento, si riconcilieranno, realmente. Ma solo di fronte ai corpi dei due agnelli, alle esequie. Tornerà la pace, ma ciò avrà come prezzo il sacrificio dei due membri più giovani e belli della comunità. Hanno ragione, e fanno bene, gli innumerevoli turisti che sempre, a Verona, scrivono due parole sul muro, sotto il balcone di Giulietta. © riproduzione riservata