Rubriche

Docenti, lo scivolo arriva nel 2010

Vittorio Spinelli giovedì 22 ottobre 2009
Sulla prossima legge finanziaria pende un emendamento (sen. Valditara) che anticipa il pensionamento di circa 20mila docenti. Dal lato finanziario, la proposta, che ha già raccolto ampi consensi politici e sindacali, ammortizza gli effetti delle misure salva-precari, mentre, sul versante normativo, offre una compensazione a fronte dei più gravosi requisiti richiesti per le pensioni dall'ultima riforma della previdenza. Inoltre i prepensionamenti, ai quali vanno aggiunti i docenti pensionandi già in uscita per settembre 2010, darebbero il via, nei prossimi due anni, a un turn over nell'intero settore scolastico per oltre 20 mila posti, risolvendo alla radice il problema dei docenti precari a rischio di disoccupazione. Nei pensionamenti anticipati della scuola, che avranno decorrenza dal primo settembre 2010, possono confluire anche gli insegnanti di religione, di ruolo e non di ruolo, gran parte inquadrati nei nuovi ruoli regionali. L'emendamento alla legge finanziaria prevede un accredito gratuito di due anni di contributi, riservato a tutti i docenti delle scuole statali, collocati nell'ultima fascia stipendiale, che presenteranno le dimissioni volontarie dall'impiego entro il prossimo 31 gennaio. I contributi figurativi saranno considerati validi anche per completare i requisiti per le pensioni di anzianità. Nel caso in cui i requisiti per queste pensioni fossero stati già raggiunti, l'accredito figurativo viene ridotto di un anno. Per gli insegnanti di religione la proposta ha inoltre il vantaggio di vuotare diversi posti nei ruoli regionali, lasciando spazio ai docenti di religione, circa 6 mila, ancora in attesa dell'inquadramento nel ruolo speciale. Resta fermo in ogni caso il relativo raccordo funzionale con l'ufficio diocesano per la scuola.
Per i docenti che nel loro percorso previdenziale puntano alla pensione di vecchiaia, non muta il requisito dell'età, richiesta a 65 anni, ma trattandosi " come prevede l'emendamento " di docenti già inquadrati nell'ultima fascia stipendiale, i due anni serviranno solo ad aumentare il numero complessivo dei contributi e quindi il rateo di pensione. In vista della pensione di anzianità, sono invece interessati i docenti che hanno oggi un'età prossima ai 60 anni e un minimo di 33 anni di contributi. Partendo da questa condizione, dovrà essere raggiunta "quota" 95 (somma minima dei contributi e dell'età, questa non inferiore a 59 anni), in vigore nel 2010, oppure quota 96 (età non inferiore a 60 anni) in vigore nel biennio 2011-2012.
Più sciolta invece la posizione di chi ha puntato a raggiungere il massimo dei 40 anni di contributi, per i quali la pensione è libera non essendo richiesta un'età precisa, ma il guadagno dell'incentivo si riduce a un solo anno.
Resta da chiarire se l'abbuono dei due anni si riversa anche sull'importo della buonuscita. È auspicabile che tale chiarimento sia introdotto già nel corso di approvazione dell'emendamento.