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Valeriano di Aquileia. Difensore della corretta dottrina sulla vera natura del Figlio di Dio

Matteo Liut domenica 27 novembre 2022
Cristo è Dio e non un’«entità inferiore» anche se con un ruolo privilegiato e su questo oggi non c’è alcun dubbio dottrinale nella Chiesa, una certezza che fonda di fatto tutta la cultura europea e occidentale e che è stata raggiunta non senza fatica nei primi secoli di storia del Vangelo. Tra gli araldi di questa visione ortodossa, opposta a chi affermava che la divinità era presente in Gesù in una forma «depotenziata», appare anche il nome di san Valeriamo di Aquileia. Successore di Fortunaziano, Valeriano fu arcivescovo di Aquileia dal 369, anno in cui partecipò al Concilio indetto a Roma da Damaso I, fino al 388. Dopo un periodo ambiguo anche per la Chiesa aquileiese, Valeriano s’impegnò per ristabilire l’ortodossia contro il perdurare dell’arianesimo soprattutto nell’area balcanico-danubiana e nel 381 convocò un Concilio ad Aquileia che contribuì ad affermare la corretta dottrina sull’identità del Figlio di Dio. A questo fondamentale appuntamento, che si aprì il 3 settembre 381 e di cui ci sono giunti gli atti, assieme ai vescovi dell’Italia, della Gallia e dell’Africa prese parte anche sant’Ambrogio, che diede così a Milano un posto di primaria importanza nella costruzione dell’identità del nord Italia e del centro Europa. Durante il suo episcopato Aquileia diventò un centro di studi teologici e di formazione ascetica la cui eredità arrivò fino ai tempi moderni. Altri santi. San Laverio, martire; beato Bronislao Kostkowski, martire (1915-1942). Letture. Romano. I Domenica di Avvento. Is 2,1-5; Sal 121; Rm 13,11-14; Mt 24,37-44. Ambrosiano. III Domenica di Avvento. Is 35,1-10; Sal 84 (85); Rm 11,25-36; Mt 11,2-15. Bizantino. At 6,8-7,5a;47-60; Mt 21,32-42.