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Jean Mopinot. Diede la vita per restare fedele al Vangelo

Matteo Liut giovedì 21 maggio 2015
Tra il 1794 e il 1795 sulle acque oceaniche al largo del porto di Rochefort un gruppo di religiosi e sacerdoti venne tenuto prigioniero su tre vecchie imbarcazioni, ridotte a pontoni, per non aver giurato sulla Costituzione civile del clero. Inizialmente destinati alla deportazione in Guyana – che poi non avvenne – molti di loro morirono di stenti e per i maltrattamenti. Nel 1995 Giovanni Paolo II ne beatificò 64, riconosciuti come martiri, e tra questi vi era anche il lasalliano Jean (Giovanni) Mopinot. Prima di concludere la sua esistenza tra i “martiri dei pontoni di Rochefort”, Mopinot aveva speso la propria vita tra i Fratelli delle Scuole Cristiane. Era nato a Reims nel 1724 ed era diventato religioso nel 1744: anche lui, di fronte alla violenza della Rivoluzione, diede la vita per testimoniare la sua unica fedeltà al Vangelo.Altri santi. San Hemming di Abo, vescovo (XIV sec.); Santi Cristoforo Magallanes Jara e compagni, martiri (XX sec.).Letture. At 22,30;23,6-11; Sal 15; Gv 17,20-26.Ambrosiano. Ct 6,1-2; 8,13; Sal 44; Rm 5,1-5; Gv 15,18-21.