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Dare a Cesare anche quello che è di Dio?

Pier Giorgio Liverani domenica 29 settembre 2013
Da un commento di Emanuele Severino sugli scambi circa la «verità» tra papa Francesco ed Eugenio Scalfari e tra il papa emerito Benedetto e Piergiorgio Odifreddi (Corriere della Sera, mercoledì 25) risulterebbe che Nostro Signore non sapeva bene quello che diceva quando invitava a dare a Dio e a Cesare ciò che rispettivamente è di ciascuno. Di questo – ridotto in parole povere e in forma ristretta – sembra convinto il filosofo. Secondo lui non è stato domandato a Gesù «se a Cesare si possa dare qualcosa che sia contro Dio», se lo Stato possa «consentire ai cittadini» di essere favorevoli o contrari a Dio e, infine, «se lo Stato possa essere libero da Dio»: ovvio che le presunte risposte di Gesù sarebbero state «assolutamente no!», perché altrimenti «lo Stato sarebbe costretto a essere uno Stato cristiano, anzi cattolico» oppure «libero di non esserlo», ma tenendo presente che «questa libertà è anche un modo di essere contro Dio». Deduzione di Severino: «Quindi per Gesù le leggi dello Stato debbono essere cristiane (e cattoliche)». Il filosofo, insomma, fa capire che, secondo lui, Gesù non sapeva le conseguenze della sua distinzione tra religione e laicità o «voleva conciliare l'inconciliabile». E meno male che il Signore non era musulmano, perché – conclusione interrogativa – «l'estremismo islamico che massacra i cristiani non è forse la conseguenza ultima della convinzione che nella società non si debba consentire ciò che – come le altre fedi – è contro il Dio in cui si crede?».A Severino sfugge che dare a Cesare qualcosa che vada comunque contro Dio o gli appartenga o agisca etsi Deus non daretur è un'ipotesi esclusa a priori dalla «sentenza» di Cristo e, quindi, è lecito supporre che tutte le sue ipotetiche domande e risposte siano soltanto un (inutile) divertissement filosofico e, sperabilmente, non una specie di tardiva alleanza con gli scribi che tentarono invano di mettere Gesù in difficoltà. Non crede Severino che quel «date a Dio, date a Cesare» esiga reciprocamente lealtà, sincerità e consenso tra le due parti? Che se lo Stato fosse cristiano, Cesare tradirebbe se stesso e si approprierebbe di ciò che è di Dio (vedi gli Stati islamici) allo stesso modo di uno Stato che fosse contro Dio, perché anche questa, essendo una "religione" (vedi gli Stati comunisti, nazisti e fascisti) è competenza di Dio? Esempio attuale e vicino: il governo di Parigi sta tentando, con il programma didattico della sua «morale laica», di condurre la Francia verso una religione statale dell'ateismo, correggendo il Vangelo: «Date a Cesare anche quello che è di Dio».SOLTANTO ALL'UOMOCi stiamo ancora evolvendo? Su La Repubblica (domenica 22) sir David Attenborough, naturalista britannico, dice sì: «Noi abbiamo fermato la selezione naturale». Invece il filosofo italiano della scienza Telmo Pievani no: «L'esplosione del nostro cervello è qualcosa che la teoria dell'evoluzione al momento non sa spiegare […] Il mondo si sta evolvendo in maniera tumultuosa […] L'Homo Sapiens sta cambiando le regole del gioco di questo pianeta». Pievani è più convincente, ma solo per l'uomo, il quale aumenta di giorno in giorno la sua superiorità sugli animali. Filosofi e naturalisti dovrebbero tenerne conto, se pensano che tutti i viventi abbiano la medesima origine. Anche per questa diversità diventa sempre più credibile che Qualcuno abbia soffiato qualcosa nelle sue narici. Soltanto nelle sue.