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Dalle «Tre croci» di Rembrandt l'intenso «Golgotha» di Frank Martin

Andrea Milanesi domenica 10 aprile 2011
Quando nel 1945 Frank Martin (1890-1974) si imbatté per la prima volta nelle Tre Croci di Rembrandt capì che in quella splendida acquaforte, straordinaria per intensità espressiva e carica drammatica, l'artista olandese non aveva ritratto unicamente il momento cruciale del dramma che si consumava sul Calvario " tra l'indifferenza dei più e la disperazione delle donne e dei discepoli " ma il destino ideale dell'intera umanità, chiamata a pronunciarsi di fronte al mistero della morte di Gesù.
Da questa intima riflessione è nato l'oratorio Golgotha, che il compositore svizzero ha appunto scritto all'indomani della conclusione della Seconda Guerra Mondiale, in un momento di grave crisi identità da parte degli abitanti di un continente ferito dagli orrori di un conflitto lungo e sanguinoso.
Con un occhio rivolto verso la struttura formale delle Passioni bachiane e l'altro verso il "declamato lirico" tenuto a battesimo da Debussy nel suo Pelléas et Mélisande " attraverso uno stile vocale "parlante" che caratterizza le parti assegnate ai cantanti solisti e che è in grado di rispettare in modo scorrevole e naturale la prosodia del testo " Martin ha affidato al pentagramma dieci tableaux suddivisi in due parti uguali, su un libretto che narra le vicende comprese tra l'entrata trionfale di Gesù in Gerusalemme e la Resurrezione pasquale, operando una sintesi dei quattro Vangeli e attingendo ulteriori spunti di meditazione dal Libro dei Salmi, dalle Lettere di San Paolo e soprattutto dalle Confessioni di Sant'Agostino.
La musica si sviluppa attraverso un continuo e controllato gioco di luci, dirette o riflesse, nascoste o del tutto assenti, tra squarci abbaglianti e tenebrose zone d'ombra, destinate a evocare lo spirito da cui è stato originato l'oratorio e che torna oggi a rivivere in tutta la sua urgenza nella registrazione realizzata dall'Estonian Philharmonic Chamber Choir, dalla compagine strumentale Cappella Amsterdam e dall'Estonian National Symphony Orchestra diretti da Daniel Reuss (2 cd pubblicati da Harmonia Mundi e distribuiti da Ducale); in un sapiente equilibrio da cui emerge in modo evidente il paradosso di quella "luminosa oscurità" che aveva colpito Martin guardando per la prima volta le Tre croci di Rembrandt.