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Dai campi alle stalle, i prezzi bassi mettono in ginocchio le imprese agricole

Andrea Zaghi domenica 3 luglio 2016
Nei campi d'Italia i prezzi sono sempre più bassi. Stando ad un'analisi Coldiretti sugli ultimi dati Istat di giugno, le quotazioni del grano duro sono scese del -18 %, quelle del latte del -24% rispetto al mese precedente. I coltivatori poi accusano: «Se sullo scaffale i prezzi degli alimentari e delle bevande per i consumatori sono addirittura aumentati dello 0,2%, nelle campagne la situazione è drammatica con il crollo delle quotazioni su livelli insostenibili». Colpa, secondo i coltivatori, anche dell'andamento climatico che ha sconvolto i calendari di maturazioni di frutta e ortaggi, ma pure di una serie di accordi preferenziali per l'ingresso sottocosto di prodotti nell'Ue e delle distorsioni dal campo allo scaffale. Di fatto, comunque, l'andamento delle quotazioni in campo o alla stalla, non è certo favorevole agli investimenti e alla crescita delle imprese agricole. La conferma dell'embargo russo contro i nostri prodotti e l'uscita del Regno Unito dall'Ue, hanno poi completato il quadro negativo.Da tutto questo la serie di manifestazioni di piazza degli agricoltori (l'ultima questa settimana), ma anche pacchetti di azioni sempre più pesanti da parte del Governo per sostenere il settore. In tutti i modi e ambiti. Basta pensare, per esempio, al rinnovo dell'intesa fra Ministero delle Politiche Agricole ed eBay a difesa del Made in Italy agroalimentare sul web. Un accordo importante che rafforza la protezione, la promozione e la valorizzazione delle produzioni italiane Dop e Igp online, con il programma di verifica dei diritti di proprietà (Verified Rights Owner - VeRO). Iniziativa che ha già dato buoni frutti con la rimozione dalla piattaforma commerciale di 368 inserzioni irregolari. Sul fronte privato, invece, sempre con l'obiettivo di cercare di rafforzare il settore, è stata da poco stata firmata per esempio un'intesa fra Banca Monte dei Paschi e Confagricoltura per sostenere gli investimenti attraverso pacchetti a breve termine, in vista di programmi di investimento connessi al ciclo produttivo, con particolare attenzione alle anticipazioni PAC del 2016, ma anche a lungo termine soprattutto per l'accompagnamento delle domande delle imprese sui piani di sviluppo rurale. Tutto senza contare le innumerevoli azioni di comunicazione e di informazione, oltre che di pressione sulle istituzioni nazionali ed Europee, che Coldiretti esercita per vedere riconosciuti i diritti degli agricoltori.Non basterà certo tutto questo per cambiare il destino dell'agricoltura nazionale. Ma è un fatto che Governo e organizzazioni agricole paiono marciare insieme. Che è già una gran cosa.