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Cumulo gratuito, “fuori campo” dell’Inps

Vittorio Spinelli martedì 26 settembre 2023
I
l “Rapporto Annuale 2022” presentato dall’Inps alla Camera dei Deputati il 13 settembre analizza le attuali tendenze del sistema pensionistico e l’evoluzione in atto del mercato del lavoro. Una ghiotta occasione per documentare, lungo 475 pagine di dati, grafici e analisi, lo sforzo organizzativo del grande Istituto di previdenza per rispondere alle attese di milioni di lavoratori, pensionati e aziende.
Una parte del Rapporto è dedicata alle “Pensioni in cumulo”, previste per facilitare gratuitamente l’accesso alla pensione sommando assicurazioni e contributi diversi. L’Inps ricorda che ne hanno diritto tutti lavoratori dipendenti, i pubblici e i privati, gli autonomi, gli assicurati alla Gestione dei collaboratori, e per la prima volta anche i liberi professionisti, da cui la dizione “cumulo gratuito e universale”.
L’Istituto si premura però di aggiungere che «non possono essere oggetto di cumulo le contribuzioni nel Fondo Clero» (nota di pag. 165). Si tratta di una indicazione estemporanea, dal momento che in tema di cumulo di contributi nel Fondo Clero l’Inps non si è mai espresso ufficialmente nei suoi documenti, messaggi o circolari. In ogni caso, il Rapporto Annuale non ha valore di fonte normativa e resta senza effetti quanto pubblicato, come pure resta immutato il beneficio del cumulo anche per i sacerdoti. Permane tuttavia la posizione negativa dell’Istituto, benché le due leggi sulla materia (n. 228 del 2012 e n. 232 del 2016) non prevedano formali esclusioni per il clero. Infatti la relazione illustrativa del Servizio Studi della Camera dei Deputati (“Riforma previdenziale ed età pensionabile”- febbraio 2019), e anche l’allegata tabella riassuntiva, includono espressamente il cumulo anche per il Fondo Clero. Il documento conferma l’universalità del cumulo gratuito per tutte le forme assicurative senza eccezioni. Sarebbe altrimenti palese l’incostituzionalità della legge. Ma già oggi l’Inps è
“fuori campo”. Si conferma sempre valida, e quasi profetica, la Corte di Cassazione (sent. n. 2757 dell’8 febbraio 2006) che, a garanzia dei diritti previdenziali dei ministri di culto, non ammette interpretazioni restrittive delle norme riferibili al Fondo Clero. Infine lo stesso Fondo (il suo art. 27) dispone un aggancio automatico e permanente a tutti i provvedimenti generali del sistema pensionistico. © riproduzione riservata