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Cumulo gratuito, rischio di disparità

Vittorio Spinelli giovedì 13 ottobre 2016
Nel pacchetto "previdenza" che il Governo si appresta ad approvare per il 2017 sono previsti diversi provvedimenti, tra i quali l'anticipo del pensionamento dietro prestito bancario (Ape), aumenti sulla quattordicesima ai pensionati, il cumulo gratuito di spezzoni di contributi. Misure tutte che interessano a vario titolo i ministri di culto iscritti al Fondo Inps per il clero. L'annunciato cumulo gratuito rappresenta una novità per l'intero sistema previdenziale che ha visto finora l'emanazione, nel corso degli anni, di ben 5 provvedimenti diversi utilizzabili per sommare versamenti sparsi tra gestioni ed enti diversi (legge 523 del 1954, 29/1979, 45/1990, 42/2006, 122/2010). Quasi tutte applicabili anche al Fondo sacerdotale per effetto dei canoni del diritto, ma non ammesse dall'Inps solo sulla base di sue discutibili interpretazioni. Soltanto la legge sulla "totalizzazione" di versamenti del 2006 ha esplicitamente incluso fra i suoi destinatari anche gli iscritti al Fondo.In questo scenario il cumulo gratuito per il 2017 presenta non poche ambiguità a causa dei termini finora utilizzati nelle dichiarazioni e nei resoconti sui lavori in merito. In questa materia la terminologia è un fattore determinante per individuare i beneficiari. Se il cumulo gratuito sarà previsto per i versamenti in "enti" diversi si fa intendere che vi rientrano anche quelli presso istituti previdenziali diversi dall'Inps. Se i versamenti sono fra "gestioni" diverse si vuole intendere tutte le forme di previdenza Inps (dipendenti privati, pubblici ecc.), nessuna esclusa.Persiste purtroppo in Parlamento l'uso di una antica espressione per indicare l'intero sistema previdenziale: «assicurazione generale obbligatoria e fondi sostitutivi, esclusivi ed esonerativi». La formula non è più idonea allo scopo, ma cambiarla deve sembrare al legislatore una fatica improba. Se sarà ancora usata per indicare l'ambito del cumulo gratuito, alla lettera il Fondo Clero sarà escluso, ma solo formalmente. Infatti la Corte di Cassazione (da ultimo con sentenza 2757 del 2006) ha più volte indicato che la formula, benché antica, deve essere intesa come onnicomprensiva senza esclusioni di sorta. L'Inps invece si fa scudo della forma, incurante dell'autorità della Suprema Corte, e, si suppone, vieterà il nuovo cumulo gratuito nel Fondo Clero.Per tutti, Parlamento, Inps e addetti ai lavori, la soluzione per evitare ogni disparità di trattamento e di esclusioni non volute, è quella di sostituire la vecchia espressione con una più semplice e realmente onnicomprensiva, Fondo clero incluso: "assicurazioni di previdenza obbligatorie".