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Cumulo contributi: istruzioni "segrete"

Vittorio Spinelli martedì 2 giugno 2020
Occorre risalire al 2012, alle prime e corpose circolari sulla grande riforma Fornero per trovare un paragone con il messaggio dell’Inps n. 2053 del 18 maggio scorso in materia di cumulo di periodi assicurativi. Il messaggio è composto di 13 pagine (un record nella produzione normativa dell’ente) dense di chiarimenti e precisazioni, in risposta a 25 quesiti formulati dalle strutture territoriali e dagli enti di patronato nell’applicazione della legge sul cumulo n. 228 del 2012. Le norme favorevoli che consentono di conseguire un’unica pensione, sommando periodi di contribuzione non coincidenti, è stata ancora migliorata dalla legge 232 del 2016. Il messaggio risulta di fatto un pratico “Codice del cumulo” per quanti, e sono moltissimi, sono interessati a non disperdere i propri versamenti. I 25 quesiti spaziano sulle possibili combinazioni di cumulo fra le diverse gestioni e fondi di previdenza, Inps ed extra Inps, e per le singole categorie di assicurati (dipendenti privati e pubblici, liberi professionisti, personale militare ecc.) tutti agevolati al fine di conseguire la pensione di vecchiaia o anticipata, oppure di inabilità, cosiddette “in cumulo” o “a formazione progressiva”. I chiarimenti investono anche il rapporto con altri provvedimenti come la totalizzazione e con l’analoga facoltà di ri–congiunzione della legge 29/79. Difficile quindi sintetizzare l’intero e complesso messaggio in un’unica presentazione, potendo documentare solo alcuni dei 25 quesiti, ma operando per questo una difficile scelta essendo tutti di vasto interesse. In ogni caso, sorprende come un servizio informativo di tale rilevanza l’Istituto abbia scelto, inspiegabilmente, di limitarlo ai suoi uffici sul territorio. Il messaggio 2053 infatti non risulta pubblicato sul sito dell’ente (come diversi altri di contenuto normativo e di interesse generale) ed è quindi impedita la sua consultazione al pubblico, compresi gli stessi enti di patronato che hanno interrogato l’Istituto. Il messaggio sul cumulo si accoda così alla serie degli indirizzi normativi “no internet” adottati dall’ente di previdenza, originata nel tempo da una discutibile prassi di discrezionalità, presso gli uffici mittenti, sulla loro diffusione al pubblico. Una prassi opposta al diritto all’informazione dei milioni di lavoratori e pensionati dell’Istituto.