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Cronache al femminile: tenacia, successi e minacce

Umberto Folena giovedì 8 aprile 2021
Donne in cronaca. Tante. Sarà pure una coincidenza; speriamo non sia una banalissima moda; speriamo soprattutto che diventi una consuetudine. Vedi Vjosa Osmani, 38 anni, eletta presidente del Kosovo, di cui Francesco Battistini (“Corriere”, 6/4) riporta questo appello: «Voglio dire solo questo. Che le donne hanno il diritto di andare dove vogliono. Non smettete, non smettete mai di andare avanti! Tutti i vostri sogni possono diventare realtà». Sulla “Stampa” (6/4), Stefano Giantin la incorona come «nuova carismatica figura (...) giovane, riformista, preparata e intransigente». In Kosovo si contano un terzo di deputate e 6 ministre su 15. Vjosa Osmani se la vedrà per la presidente del Consiglio serba, Ana Brnabic. Un affare tra donne. Come, ma in ambito del tutto diverso, è il gruppo delle «Clarisse di Arundel» (oltre che qui, titolo sul “Giornale”, 6/4), «le nuove popstar con la tonaca» in Inghilterra, 23 suore esecutrici di 16 brani tra gregoriano, inni sacri e brani su testi di santa Chiara e san Francesco: «Sapere che abbiamo toccato così tanto cuori – dicono – ci riempie di gioia». Donne a 360 gradi: dalla politica all'arte alla scienza: Sul “Corriere” (7/4) Paolo Virtuani scrive di Arianna Traviglia, archeologa che esplora il suolo con il satellite: «Queste tecnologie ci permettono di salvare in modo preventivo quello che non abbiamo ancora scoperto», in azione tra Aquileia e le isole irlandesi. Donne impavide come Marianna Corona, figlia di Mauro, colpita dal tumore, operata due volte, salva, che racconta se stessa in un libro, e a cui dà voce Agostino Gramigna sul “Corriere” (6/4): «Ho ridato dignità alla stanchezza. Ho ripreso confidenza con il mio corpo». E donne brasiliane che rischiano, come «La Bancada femminista» di cui scrive sul “Fatto” (7/4) Sarah Benichou: «Per la prima volta, delle donne di colore sono entrate nel consiglio comunale di San Paolo (...). A due di loro hanno sparato sulle porte di casa». Peggio ancora del catcalling, ovvero l'insulto alle donne per strada (un'intera pagina sul “Corriere”, 6/4).