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Così Caldara sul sacrificio di Cristo

Andrea Milanesi venerdì 27 marzo 2015
Il volto della splendida statua settecentesca del Cristo velato di Giuseppe Sanmartino domina la copertina del disco che Fabio Biondi e la Stavanger Symphony Orchestra hanno dedicato all'oratorio Morte e sepoltura di Christo di Antonio Caldara (1670-1736). Suggestiva e straziante icona di bellezza, la scultura rievoca infatti, attraverso il freddo marmo, i medesimi sentimenti che la musica intende esprimere riscaldando il cuore di chi vive le ansie e le trepidazioni di fronte al sommo sacrificio del Salvatore.Vice-Kappellmeister presso la Corte di Carlo VI a Vienna, Caldara ha forgiato questa sua partitura assecondando la predilezione del suo imperiale datore di lavoro verso le “cose tutte massicce”, cioè estremamente elaborate dal punto di vista dell'orchestrazione e dell'ordito contrappuntistico. E il lucido controllo con cui Biondi sovrintende il sontuoso apparato strumentale dell'oratorio trova una sponda ideale sul fronte vocale, in virtù di un valido cast di voci soliste sopra le quali svettano quelle femminili dei soprani Maria Grazia Schiavo (Maria Maddalena) e Silvia Frigato (Maria di Giacobbe) e del contralto Martina Belli (Giuseppe d'Arimatea): attori-protagonisti delle vicende sulla morte e la sepoltura di Gesù, che nel loro ruolo privilegiato di testimoni oculari danno vita a una reale com-passione in musica.Fabio BiondiCALDARAMorte e sepoltura di ChristoGlossa. Euro 28,00 (2 cd)