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CONSAPEVOLEZZE

Roberto Mussapi venerdì 3 agosto 2012
«Più grande è il creatore e più grandi sono le regioni che il suo potere non riesce a controllare». La scrittrice inglese Virginia Woolf sta parlando del magistrale, irraggiungibile Charles Dickens, ma l'affermazione vale per ogni autore, artista, e per ogni uomo. Esistono i creatori, in ogni manifestazione della vita, e ammiriamo in loro la coscienza del loro compito e ruolo, unita, sempre e immancabilmente, a una forte determinazione. Ma poi ci stupisce quanto questa autoconsapevolezza sia inferiore alle loro opere. Gli uomini creatori compiono grandi azioni e imprese, i cui esiti superano spesso di gran lunga la loro coscienza e leloro intenzioni. Prendiamo Marco Polo, ad esempio, o san Francesco: il primo è conscio e fiero della sua capacità di viaggiatore, mercante, infine anche ambasciatore del Gran Khan, signore di tutti Tartari del mondo. Ma il Milione, il resoconto del suo viaggio e della sua storia, è infinitamente più ricco, generoso, memorabile, di quanto il mercante veneziano potesse immaginare. Cambia la conoscenza degli europei, non si limita a narrare un lungo viaggio fascinoso. Francesco è consapevole di offrire a Cristo la propria vita, di umiliarsi al livello degli animali e di tutti gli esseri più deboli. Non sospetterà mai che la sua è la vita gloriosa di un gigante.