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Giusepe Moscati. Con gli strumenti della scienza e la forza della carità accanto ai malati

Matteo Liut mercoledì 12 aprile 2023
Lenire il dolore di chi soffre: non vi è gesto umano più forte e profetico, commovente e fraterno di questo. Così l’amore, che i cristiani scorgono in Dio, prende forma ogni giorno nel mondo. Così prese forma nella vita di san Giuseppe Moscati, medico che seppe stare accanto ai malati con gli strumenti della scienza e della carità. Era nato nel 1880 a Benevento, ma dal 1888 viveva a Napoli, dove si era laureato in medicina nel 1903. Nella sua carriera non si risparmiò per aiutare i sofferenti: salvò alcuni malati durante l’eruzione del Vesuvio del 1906; prestò servizio negli Ospedali Riuniti in occasione dell’epidemia di colera del 1911; fu direttore del reparto militare durante la Grande guerra. Negli ultimi dieci anni di vita fu particolarmente attivo sul fronte della ricerca e dello studio scientifico: fu assistente ordinario nell’istituto di chimica fisiologica; aiuto ordinario negli Ospedali riuniti; libero docente di chimica fisiologica e di chimica medica. Scelse, però, di stare vicino a chi soffriva anche quando gli venne proposto di diventare ordinario all’Università di Napoli: «Il mio posto è accanto all’ammalato», disse. Nel 1919 fu scelto come primario agli Ospedali Riuniti. Continuò a stare accanto agli ultimi offrendo assistenza gratuitamente ai poveri. Il 12 aprile 1927 morì a causa di un infarto. Giovanni Paolo II l’ha canonizzato nel 1987 al termine del sinodo dei vescovi su «Vocazione e missione dei laici nella Chiesa». Altri santi. San Damiano di Pavia, vescovo (VII-VIII sec.); sant’Alferio, abate (X-XI sec.). Letture. Romano. At 3,1-10; Sal 104; Lc 24,13-35. Ambrosiano. At 5,12-21a; Sal 33 (34); Rm 6,3-11; Lc 24,13-35. Bizantino. At 2,22-37; Gv 1,35-51. t.me/santoavvenire