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Con Camurri provinciale è bello

Andrea Fagioli martedì 22 novembre 2016
C'è un'Italia cosiddetta minore, quella dei piccoli borghi, che spesso scopriamo nei momenti del dramma. È successo anche per i paesi del Centro Italia colpiti dal terremoto. A un tratto ti accorgi che esistono comunità operose, solidali, a misura di uomo. Ma c'è anche un'Italia che non è proprio quella dei borghi, bensì delle città di provincia, quelle a torto ritenute meno importanti perché più piccole, ma non per questo meno ricche di cultura, storia e tradizioni. È l'Italia che piace a Edoardo Camurri, che quando può ci accompagna su e giù per il Belpaese. Lo sta facendo da qualche anno con Viaggio nell'Italia del Giro, presentando ogni volta i percorsi della più importante competizione ciclistica italiana, ma soprattutto raccontando quello che in questi tragitti si può incontrare tra arte, enogastronomia, curiosità e religiosità popolare. Da un paio di settimane, Camurri lo fa anche con il suo nuovo programma prodotto da Rai Cultura, Provincia capitale, in onda la domenica alle 10.00 su Rai 3. Iniziato il 13 novembre, questo viaggio alla ricerca di un'idea di Paese ci ha finora proposto la città di Alba, in Piemonte, capitale delle Langhe, e quella di Vigevano, in Lombardia, capitale della calzatura. La prossima puntata, tra le diciotto previste, sarà dedicata a Lecce, in Puglia, capitale del Barocco. Ogni volta Camurri (con Michele De Mieri e Riccardo Mazzon che firmano il programma) ci presenta volti di uomini e donne, persone che in loco sono pure dei personaggi: il visionario, il biografo, il giornalista locale, il maestro, l'artista, l'architetto, il forestiero, il farmacista, il testimone… Si scopre così che Beppe Fenoglio preparava la squadra di Alba in gara al Campanile sera di Mike Bongiorno, oppure l'operato di Leonardo a Vigevano. Ovviamente in ogni programma che ha l'ambizione di raccontare la provincia italiana c'è il momento del piatto locale. Ad affiancare il conduttore due personaggi surreali: il narratore di fiabe (Roberto Albiati) e una sorta di Zampanò di felliniana memoria con tanto di catena al petto (Gianni Miraglia). Ancora una volta, insomma, Camurri, novello cavaliere errante, a piedi o in bicicletta, racconta in modo originale personaggi, itinerari e suggestioni di una provincia che tiene viva l'Italia. Peccato per il giorno e l'ora della messa in onda, ma adesso c'è Raiplay.