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Commercianti, l'Inps paga a scaglioni gli indennizzi

Vittorio Spinelli martedì 4 ottobre 2022
I costi schizzati del gas e della luce danno il colpo di grazia ai titolari di bar, ristoranti, negozi e botteghe, già messi alle corde dal Covid, e con la tentazione di mollare tutto, tanto più se l'età non è lontana dalla pensione. In tempi più sereni, per i commercianti era stata prevista la "rottamazione" della licenza in cambio di un indennizzo dell'Inps pari alla pensione minima. Una misura di sostegno per le piccole attività commerciali (dettaglianti, ambulanti, ma anche agenti, rappresentanti ecc.), spesso in affanno sulla grande distribuzione,
L'opportunità è tuttora riservata ai commercianti di età compresa tra 62 anni gli uomini e 57 le donne, a condizione di aver versato almeno 5 anni di contributi nella gestione speciale Inps e di aver cessato definitivamente l'attività lavorativa. La rottamazione è finanziata da un apposito Fondo della Gestione commercianti, dal quale l'Inps preleva e liquida gli indennizzi secondo le disponibilità annuali. In caso di insufficienza le domande accolte vengono accantonate in attesa di un rifinanziamento. Così è accaduto, per cui l'Istituto di previdenza ha autorizzato gli uffici a liquidare le domande pervenute quest'anno tra il 1° marzo e il 31 agosto. Il via al pagamento vale anche per le domande ancora in coda precedentemente. In seguito, gli uffici locali riceveranno apposite istruzioni per la lavorazione delle domande presentate dal 1° settembre.
Di fatto la liquidazione degli indennizzi avviene a scaglioni, secondo la capienza delle risorse stanziate. In ogni caso, le richieste che non hanno i requisiti per essere accolte sono gestite e respinte, come da procedure e indipendentemente dalla data di presentazione della domanda. Sulle richieste eventualmente respinte dall'ente è ammesso ricorso al Comitato amministratore della gestione commercianti, che opera presso lo stesso Istituto, i cui provvedimenti sono definitivi.
L'indennizzo mensile, oggi di 524,34 euro, è pagato fino al compimento dell'età pensionabile dei 67 anni, uomini e donne, e avendo almeno 20 anni di versamenti. Il sussidio è incompatibile con lo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa autonoma o dipendente. In questa eventualità viene sospeso il pagamento. Chi rottama ha anche il vantaggio di aggiungere ai propri contributi il periodo di indennizzo, che vale come contribuzione figurativa.