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Clero, piena autonomia per la dichiarazione dei redditi 2015

Vittorio Spinelli giovedì 23 aprile 2015
I sacerdoti italiani e gli stranieri presenti in Italia, interessati ad utilizzare il 730/2015, sono liberi di provvedere in piena autonomia alla propria dichiarazione dei redditi. Possono pertanto avvalersi dell'assistenza fiscale dell'Istituto centrale per il sostentamento del clero oppure di ricorrere ad altre modalità. È una scelta di fondo che, per le esigenze dell'organizzazione ecclesiastica, deve essere fatta entro il prossimo 30 aprile.Per tutti i contribuenti si presenta infatti la novità di poter utilizzare il 730 precompilato sul sito dell'Agenzia delle entrate. Anche i sacerdoti che intendono procedere alla dichiarazione dei redditi attraverso questo canale devono osservare le normali procedure comunicate dalla stessa Agenzia e dall'Inps. Tuttavia – come informa l'istituto centrale per il sostentamento del clero – i sacerdoti interessati all'accesso e all'invio del 730 on line non potranno richiedere all'istituto per il sostentamento l'assistenza fiscale sul modello precompilato, almeno per questo primo anno. È già in corso infatti un autonomo e consistente scambio di informazioni tra i diversi organismi diocesani e centrali sulla situazione reddituale dei sacerdoti presi in carico. Gli interessati al modello prestampato dovranno pertanto gestire tale modello personalmente oppure con l'aiuto di Caf, patronati o professionisti abilitati. L'Istituto centrale ricorda che è in atto una convenzione con le Acli che prevede l'assistenza gratuita per il 730 come per altre casistiche.30 aprile. Entro il termine improrogabile del prossimo 30 aprile, i sacerdoti che si avvalgono dell'assistenza dell'Istituto centrale (proseguendo l'assistenza del 2014 o avendola già richiesta quest'anno per la prima volta) devono consegnare al rispettivo istituto diocesano, la propria documentazione fiscale, composta dal 730 cartaceo, interamente compilato e firmato e dalla busta (mod. 730-1) per la scelta dell'8 e del 5 per mille dell'Irpef. La busta resterà sempre chiusa e sarà in seguito trasmessa all'amministrazione finanziaria. La consegna di questi documenti deve essere eseguita personalmente dal sacerdote o da un suo incaricato.Nel 730 cartaceo devono essere indicati anche i redditi 2014 ricevuti nell'ambito del sistema di sostentamento del clero (remunerazioni degli enti ecclesiastici, integrazioni, assegni di previdenza). In particolare, l'istituto centrale invita i sacerdoti ad indicare fra i dati anagrafici del dichiarante anche il rispettivo numero telefonico, nell'apposita casella del 730, allo scopo di consentire, in caso di necessità, un contatto diretto da parte dell'istituto.