Rubriche

Clemente I. Solo affidandosi a Dio si può costruire la pace

Matteo Liut martedì 23 novembre 2021
È meglio per tutti «essere trovati piccoli», che «avere apparenza di grandezza» ed essere rigettati dalla speranza di Cristo: dal primo secolo queste parole di san Clemente I, papa, arrivano a noi ricordandoci che alla fine non saremo giudicati con i criteri del mondo, ma dal cuore di Dio. È un'esortazione contenuta nella lettera scritta da Clemente ai Corinzi. La discordia e la gelosia, le «sciocche vanterie», la superbia, il «folle orgoglio» e la collera, si legge nel testo, sono l'origine delle divisioni tra gli uomini, le radici del male, la fonte dei conflitti. L'alternativa, come scriveva il terzo successore di Pietro dopo Lino e Anacleto, non è lo sterile esercizio di una bontà artefatta, ma la capacità di affidarsi a Dio e umilmente rivivere il suo "stile" in mezzo agli uomini. Il rischio è che gli interessi di pochi prevalgano sul bene comune, come stava succedendo a Corinto all'epoca del pontificato di Clemente, che fu Papa tra l'88 e il 97 circa. La sua lettera offre anche una riflessione preziosa sul ruolo e sul primato della Chiesa di Roma.
Altri santi. San Colombano, abate (525-615); beata Margherita di Savoia, religiosa (1390-1464).
Letture. Romano. Dn 2,31-45; Dn 3; Lc 21,5-11.
Ambrosiano. Ez 5,1-9; Sal 76 (77); Gl 4, 15-21; Mt 12,14-21.
Bizantino. 1Tm 5,11-21; Lc 17,26-37;18,8.