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Cavolfiore, «palla di neve»

Paolo Massobrio, Giorgio Calabrese venerdì 3 dicembre 2004
Vi sono dei cibi che lasciano dei ricordi indelebili e, a volte, delle associazioni che non si dimenticano tanto facilmente. Prendiamo il cavolfiore. Il suo odore penetrante, a me, ricorda i piatti che servono negli ospedali o negli ospizi, magari sotto forma di odorosi minestroni. Il cavolfiore è una pianta orticola spesso confusa con il broccolo; le teste vengono raccolte in autunno e inverno e pesano circa un chilogrammo. La varietà più conosciuta è la "palla di neve" dal manto candido. Per verificare la qualità del vostro acquisto, occorre che la testa si presenti soda e compatta. C"è anche una varietà di cavolfiore violacea, detta "Violetto di Sicilia", che matura sotto Natale. Tra i consigli, quello di non comprare mai i cavolfiori privi di foglie, perché negano la possibilità di verificare immediatamente la freschezza. In frigorifero si conserva per qualche giorno, mentre una volta cotto va consumato subito. Il cavolfiore consumato crudo si condisce con vinaigrette, mentre se si cuoce la testa intera è bene lasciarla in ammollo di acqua e limone trenta minuti prima. L"odore del cavolfiore lessato è a volte nauseante e, per attenuarlo, la saggezza popolare consiglia di cuocere nell"acqua un pezzo di pane secco. Personalmente, trovo accettabili (e ghiotti) piatti come la pasta con cavolfiori, uovo e speck (o guanciale, tipo carbonara), la frittata di cavolfiori oppure solo il cavolfiore fritto. La presenza dell"uovo accostata al cavolfiore infonde morbidezza ed è più che indovinata. Per il fritto, si divide il cavolfiore in cimette e si lessa a vapore. Si passa poi il fiore, mondato dai gambi, nella farina e nell"uovo sbattuto con una grattata generosa di Grana Padano. Si frigge quindi in olio extravergine di oliva abbondante e si scola su carta assorbente. Una volta salato è pronto per essere servito.Il vino principe da abbinare al cavolfiore è il Sauvignon, un bianco dalla forte intensità aromatica, capace di contrastare l"afrore penetrante dell"ortaggio. Ma nella versione fritta, è gradevole, come aperitivo, servire anche un Prosecco di Valdobbiadene e di Conegliano Veneto. Non è poi così male, questo cavolfiore!