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Capolavoro d'azzardo polemico di «inderogabile» indecenza

Gianni Gennari martedì 24 settembre 2019
Spropositi! E qualcuno da capolavoro. “Italia Oggi” (13/9, p.8) con intenzione dettagliata: «Bergoglio ce l'ha con gli yankees»! Così, sospesa è già grossa da sola, ma Cesare Maffi insiste e motiva: «Papa inevitabilmente peronista». Sic! Segue approfondimento della volontà, altrui: «Vuole convertire l'intera Chiesa alla sua ideologia»! Impressiona quel “convertire”. Segno di passaggio da una religione a un'altra? E allora ti chiedi che cosa sia nella testa di qualcuno il “peronismo”, e tra le tante definizioni o descrizioni che ne trovi arriva subito una molto autorevole, e davvero opportuna. Eccola… «I peronisti non sono diversi dagli altri potenti: vogliono solo diventare ricchi (…) vogliono essere i nuovi oligarchi, viaggiare in lunghe macchine, giocare migliaia di pesos alla roulette di Mar del Plata, vogliono il potere, ma non sono né dei rivoluzionari né dei conservatori. Peron stesso è uno degli uomini più ricchi del mondo. No! Credetemi: il peronismo malgrado quel che si dice non era un governo amato dal popolo era una dittatura, il peronismo non cambia». Lo ha scritto Jorge Louis Borges, che certamente ha non solo incontrato, ma anche è stato consultato a lungo dal gesuita Jorge Mario Bergoglio quando era responsabile e insegnante in un grande istituto scolastico. Anche Igor Man, amico purtroppo ormai scomparso, definiva il peronismo «un movimento gregario», segnalando la distanza di chi conosce da chi fantastica e inventa. Che dire? Niente! Le corbellerie in pagina non perdono già da sole la loro stolidità, ma in questo caso colpisce l'avverbio messo sin nel titolo con presunzione chirurgica: «Inevitabilmente»! E penso a quella pubblicità nella quale si proclama “inderogabilmente” la pasta migliore del mondo. Sì! La concezione di peronismo appiccicata a papa Francesco nel caso è, “inderogabilmente”, un capolavoro di insensatezza.