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Canale 5 e D'Urso Tanto e pessimo

Andrea Fagioli venerdì 15 marzo 2019
Diamo subito atto alla professionalità (nel suo genere), alla bella presenza (aiutata dalle famose luci), ma soprattutto alla capacità fisica della sessantunenne Barbara D'Urso. Sembra impossibile che una conduttrice televisiva possa andare in onda tutti i pomeriggi dal lunedì al venerdì (Pomeriggio Cinque), la domenica (Domenica live) e ora anche il mercoledì in prima serata per quasi quattro ore in diretta con Live - Non è la D'Urso, in attesa del Grande fratello 16 il lunedì, a distanza di poco tempo dalla fiction Dottoressa Giò. Tutto su Canale 5, la rete ammiraglia di Mediaset, che si affida così quasi totalmente a due donne: a lei, Carmelita (come le piace farsi chiamare facendo riferimento al vero nome di Maria Carmela), e a Maria De Filippi. Tanta quantità alla quale non corrisponde altrettanta qualità, tutt'altro. Live - Non è la D'Urso è un esempio molto discutibile di tv tra gossip di bassa lega e messaggi contraddittori con confusione totale, ad esempio, sul senso della maternità, la fecondazione assistita, le gravidanze surrogate. Indisponente il teatrino con Heather Parisi, Vladimir Luxuria, Giovanni Ciacci e altri per un gioco delle parti teso a dimostrare che i figli sono un diritto e che si possono avere più o meno a qualunque età. Il tutto dopo l'esaltazione delle famiglie allargate con in scena l'ex coppia Al Bano-Loredana Lecciso e figli. Discutibile anche che Mediaset abbia riportato alla ribalta a Live - Non è la D'Urso un soggetto come Fabrizio Corona, che qualche giorno prima era stato la causa della cacciata del capoprogetto dell'Isola dei famosi per il vergognoso video sui presunti tradimenti della moglie di uno dei concorrenti, Riccardo Fogli. A completare il quadro, lo squallido siparietto dell'ascensore (annunciato per tutta la sera come chissà quale novità) in cui sono stati rinchiusi a loro insaputa l'attore e modello Alex Belli e l'ex moglie che hanno finito per rinfacciarsi il passato, mentre il pubblico a casa si esprimeva per l'uno o per l'altra con un like sui social. Una trovata che conferma la mancanza di idee dietro un progetto che, al di là dell'infelice titolo, punta tutto e solo sulla D'Urso e sulla sua resistenza. Sempre che resista il pubblico.