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Camillo de Lellis. Il soldato infermo, fratello dei malati

Matteo Liut mercoledì 14 luglio 2021
Dall'amore per i malati una scuola per la medicina moderna: san Camillo de Lellis oggi ci ricorda che la fede non è un ostacolo agli strumenti della scienza, ma un loro complemento perché aiuta a vedere nei sofferenti non dei semplici pazienti ma persone. L'avventura di san Camillo cominciò in maniera scomposta, perché, nato a Bucchianico (Chieti) nel 1550, in una famiglia nobile, intraprese la carriera militare. Colpito da una piaga al piede per un periodo fu ricoverato a Roma. Riprese le armi, fu rovinato dal vizio del gioco, perché perse tutti i suoi averi. Si ritrovò così al servizio dei Cappuccini di San Giovannni Rotondo. Nel 1575 fu ricoverato nuovamente all'ospedale di San Giacomo degli Incurabili a Roma e lì trovò la sua strada: si mise a servire con dedizione e delicatezza i compagni malati ed ebbe l'idea di fondare una congregazione votata a tale attività. Nacquero così i Ministri degli Infermi, i Camilliani: l'esperienza militare del fondatore fu una risorsa preziosa per modernizzare l'assistenza ai malati. De Lellis morì nel 1614 a Roma.
Altri santi. Santa Toscana, vedova (1280-1343); beata Angelina da Montegiove, vedova (1377-1435).
Letture. Romano. Es 3,1-6.9-12; Sal 102; Mt 11,25-27.
Ambrosiano. Gdc 2,18-3,6; Sal 105 (106); Lc 9,51-56.
Bizantino. 1Cor 10,12-22; Mt 16,20-24.