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Cacciatori con le idee confuse commentatori (e cinghiali) pure

Umberto Folena sabato 24 dicembre 2022
Se fossi un cinghiale, avrei le idee confuse. Se fossi un cacciatore, pure. Non sarà la notizia del giorno, questa dei presunti e imminenti abbattimenti di cinghiali nei centri urbani, ma è la più controversa. Il 22/12, giovedì scorso, non sembrano esserci dubbi. I toni sono drastici. “Stampa”, pagina intera dal titolo: «Cinghiali, caccia in città». “Repubblica”, “racconto” di Sebastiano Messina dal titolo: «Safari e grigliate, l’ora dei nuovi passatempi metropolitani». “Domani”: «FdI amici dei cacciatori. Potranno sparare ai cinghiali in città». La notizia, vera o presunta, si presta all’ironia e ancor più al sarcasmo, soprattutto da sinistra, essendo il governo di destra. Il giorno dopo, ieri (23/12), sul “Fatto” Alessandro Robecchi ci dà dentro di buzzo buono, e pure il titolista. Occhiello e titolo: «Abbattimenti di massa. Sparare e pure mangiarli. Parte la corsa ai giubbotti antiproiettili? Gli anni di piombo della caccia al cinghiale». Piccolo assaggio del pezzo: «Zelanti cacciatori potranno girare tra cassonetti, giardinetti e controviali armati fino ai denti, colpo in canna, sguardo vigile, visori notturni, cani da punta, giberne piene di cartucce, stivali da palude», eccetera. Ma sarà proprio così? Qualche dubbio è lecito averlo. In effetti il ministro Francesco Lollobrigida, intervistato da Virginia Piccolillo (“Corriere”), afferma: «In città e nei parchi non si potrà mai cacciare. Ma procedere ad abbattimenti selettivi come già avviene ora». Sulla “Repubblica”, accanto al titolone: «Cinghiali, animalisti in rivolta», compare un modesto ma significativo colonnino di spalla in cui Tommaso Foti, intervistato da Massimo Calandri, sbotta: «Solo un matto, o uno in malafede, può sostenere che vogliamo sparare ai cinghiali in città. Due milioni e passa di ungulati sono un grave pericolo per l’economia italiana e la sicurezza quotidiana. Ma il problema non si rivolve certo trasformando le nostre strade in un Far West. Non l’abbiamo mai nemmeno pensato» Questo accade a pagina 25. A pagina 35 la vignetta di Biani mostra una bimba accanto a un signore con doppietta in spalla. «Dove mi porti papà?». «A sparare ai giardinetti». Pensi: è il solito battibecco destra-sinistra. Poi su “Libero” trovi Vittorio Feltri in difesa dei cinghiali paciocconi, e buonanotte. © riproduzione riservata