Rubriche

Benvenuti a “Voyager” fra storie e leggende

Andrea Fagioli mercoledì 27 luglio 2016
«Benvenuti a Voyager. Benvenuti ai confini della conoscenza». Il format del programma di Roberto Giacobbo, il lunedì in prima serata su Rai 2, è ormai collaudato. Si ripete con successo, di stagione in stagione, anche nel saluto iniziale. A Giocobbo piacciono i saliscendi, le grandi altezze e i sottosuoli. È una costante. Anche nell'ultima puntata, quella di lunedì scorso, dedicata alle isole italiane. Per l'occasione è partito dalla Sicilia, dalla parte alta di Palermo per scendere subito alla parte bassa: le gallerie segrete, il reticolo che passa sotto la città. Bando quindi alla claustrofobia, come sempre. E se ci passa lui, con la sua mole, ci passano tutti. Si risale alla luce del sole per una vicenda a metà strada tra storia e leggenda. Più vicina alla seconda che alla prima: Shakespeare era siciliano? L'interrogativo lo pose Santi Paladino, un giornalista siciliano, che ipotizzò che dietro a Williams Shakespeare si nascondesse Michelangelo Florio, che da parte di madre faceva Crollalanza, ovvero scrolla, agita la lancia: shake spear, appunto. Ipotesi suggestiva, ma difficilmente dimostrabile in modo certo. Meglio allora ridiscendere nel Cimitero sotterraneo dei cappuccini per poi risalire al sarcofago di Federico II nel Duomo di Palermo, dove insieme all'imperatore sarebbero stati inumati i corpi di altre persone, e quindi pronunciare una delle frasi slogan: «In questo caso il mistero continua». Una nuova discesa ci porta nella miniera di salgemma a Realmonte, in provincia di Agrigento, con la stupenda cattedrale di sale e il rosone creato dalle stratificazioni del terreno. Ed è proprio quando mostra ambienti poco conosciuti o difficilmente accessibili al pubblico che Voyager offre il meglio di sé. Pensiamo, ad esempio, alla salita fino in cima alla Sagrada Familia sui ponteggi delle torri ancora in costruzione. Ma in questa serie estiva (cinque puntate dal 5 luglio al 1º agosto) Giacobbo punta molto sugli altri elementi del programma: il mistero, i segreti, le leggende... Giustificando il tutto con un'altra delle sue frasi ad effetto: «Ancora una volta ci piace raccontare cosa c'è di sorprendente nella storia e di vero nella leggenda». Ma poi, quando lo vediamo dialogare con un elefantino tridimensionale animato ci viene il sospetto che oltre alla storia sia andato anche oltre la leggenda.