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Autonomi, piovono atti dell'Inps

Vittorio Spinelli martedì 27 novembre 2007
L'Inps, ovvero il «braccio secolare» dell'Agenzia delle Entrate. Seguendo le consuete procedure, l'Agenzia controlla i redditi degli artigiani, dei commercianti e degli altri lavoratori autonomi attraverso gli studi di settore e gli accertamenti unificati. A ruota, l'Inps procede alla riscossione coattiva dei contributi dovuti sui maggiori redditi accertati.
Ai lavoratori autonomi controllati negli ultimi anni, l'Istituto ha richiesto, in forma bonaria, la sistemazione spontanea dell'addebito («definizione dell'atto impositivo», nel linguaggio dei tecnici), con il pagamento dei maggiori contributi e con una riduzione delle sanzioni. Chi non ha dato retta agli inviti dell'Inps, dovrà pagare ora i contributi dovuti, aggiungendo gli interessi e le sanzioni per intero. Il pagamento è obbligatorio sulla base della semplice intimazione dello stesso Inps, senza interventi (autorizzazioni, visti od altre formalità) dell'Agenzia delle Entrate.
L'ente previdenziale sta provvedendo in questi giorni ad inviare ai contribuenti interessati gli avvisi per il pagamento dei maggiori contributi accertati, riferiti agli importi di reddito che eccedono il minimale dei lavoratori autonomi. Successivamente provvederà all'iscrizione a ruolo delle contribuzioni dovute e delle relative sanzioni civili previste per i casi di evasione.
Può accadere che il contribuente riceva più avvisi di pagamento, in quanto gli addebiti risultano attribuiti per le due diverse tipologie di accertamento (studi di settore e accertamenti unificati). Per questi casi, l'Inps avverte che non possiede la documentazione degli accertamenti effettuati dall'amministrazione finanziaria. Di conseguenza, chi intende eccepire sul debito contributivo, deve prima esaminare e risolvere il problema con la stessa amministrazione che, per questi tipi di controlli, agisce come ente accertatore. Tanto più se il contribuente, nel frattempo, ha già eseguito versamenti dei quali non si è potuto tener conto nei tempi tecnici necessari per predisporre gli avvisi di pagamento. Inoltre, le Finanze sono in grado di verificare anche l'esito degli ultimi ricorsi decisi dalla Commissione Tributaria. Soltanto dopo aver compiuto questi passi, gli uffici della previdenza potranno intervenire sulla posizione contributiva, con eventuali rettifiche. In ogni caso, le sedi territoriali collaboreranno con l'Agenzia delle Entrate per individuare la soluzione più adeguata al contribuente.
Professionisti iscritti Inps. I professionisti senza cassa di previdenza devono versare, entro il 30 novembre, il secondo acconto (40%) dei contributi dovuti alla gestione separata Inps dei lavoratori parasubordinati. Si versa sulla base del reddito professionale per il 2006. Sono esclusi dal versamento in corso i professionisti che pur producendo reddito autonomo, sono assoggettati per la loro attività professionale ad altre forme di previdenza (ostetriche ecc.).