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"Antivirus", SkyTg24 nell'Italia che resiste

Andrea Fagioli venerdì 6 marzo 2020
Più che il Coronavirus potè la schizofrenia. Un contagio preoccupante, che non ha risparmiato nessuno, dalla politica all’informazione. Da due settimane assistiamo a comunicazioni a gravità variabile fino al balletto di notizie mercoledì pomeriggio sulla chiusura o meno delle scuole e degli atenei in tutta Italia (poi confermata all’ultimo tuffo). A farne le spese siamo noi, comuni mortali, che non riusciamo a capire quale sia la situazione reale. Certo è che la televisione, oggetto di questa rubrica, è stata molto impegnata in questi quindici giorni a tenere banco, nel bene e nel male, sulla questione. Ma anche in questo caso con toni altalenanti, da apocalittici a integrati, per dirla parafrasando una vecchia, ma sempre efficace distinzione coniata da Umberto Eco. Per cui avevamo salutato con piacere l’iniziativa di SkyTg24 di dare spazio ad Antivirus – L’Italia che resiste con una serie di approfondimenti attraverso storie di imprenditori, lavoratori, professionisti, professori, maestri, uomini di cultura e di spettacolo, semplici cittadini che continuano a portare avanti le loro attività e si impegnano ogni giorno per reagire, attrezzandosi per andare avanti e mantenere una normalità, pur nel rispetto delle norme di contenimento. Uno spazio quotidiano in programma da lunedì 2 marzo, dalle 16 alle 17, all’interno del talk giornalistico pomeridiano Timeline, condotto dalla brava Stefania Pinna a cui va riconosciuto un sostanziale equilibrio in giornate davvero difficili da gestire sul piano della comunicazione, che resta uno degli aspetti critici in questa vicenda del Coronavirus. Sul fronte politico abbiamo ad esempio verificato ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, che si può essere degli ottimi amministratori e dei pessimi comunicatori e viceversa. Purtroppo anche le buone intenzioni di SkyTg24 sono state nelle ultime ore in parte riassorbite dall’impellenza della cronaca, ma resta sempre valida l’idea che oltre a vincere la battaglia contro il contagio, raccontando dell’emergenza sanitaria, si debba preservare la tenuta sociale ed economica di un Paese già di suo in sofferenza, mostrando quanto sia fondamentale guardare al futuro e non arrendersi.