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Angelo Tancredi da Rieti. Il nobile cavaliere affascinato dal Poverello, che ne apprezzava la gentilezza e la bontà

Matteo Liut giovedì 13 febbraio 2020
Il fascino dei grandi maestri ci "strappa" dalle nostre occupazioni e ci fa dimenticare onori, privilegi, beni materiali, perché improvvisamente riscopriamo ciò che è più essenziale. Fu forse anche per questo che il beato Angelo Tancredi da Rieti non esitò ad abbandonare la sua posizione di cavaliere e unirsi al piccolo "esercito" di san Francesco. Verso il 1223, quando Angelo era al servizio del cardinale di "Santa Croce in Gerusalemme" Leone Brancaleone, conobbe il Poverello di Assisi e decise di seguirlo entrando a far parte dei suoi frati minori. Un paio di anni dopo assieme ai compagni Leone e Rufino si trovò a cantare il Cantico delle Creatore a Francesco sul letto di morte dopo averlo assistito durante la malattia e con gli stessi due compagni, inoltre, scrisse la "Leggenda dei tre compagni". Di Angelo Tancredi, che morì nel 1258, san Francesco lodò la bontà e la gentilezza.
Altri santi. San Benigno di Todi, martire (IV sec.); san Martiniano, eremita (IV-V sec.).
Letture. 1Re 11,4-13; Sal 105; Mc 7,24-30.
Ambrosiano. Sir 31,1-11; Sal 51 (52); Mc 8,10-21.