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Ancona, in azienda uno spazio di preghiera

Vincenzo Varagona sabato 20 ottobre 2018
La forza del dialogo, nel rispetto delle identità, fa compiere passi da gigante. Un esempio arriva da una ditta osimana, esperienza trentennale negli imballaggi flessibili, in cui i titolari hanno deciso di organizzare uno spazio dedicato alla spiritualità multireligiosa per permettere ai dipendenti di riservarsi momenti di riflessione.
All'inaugurazione è intervenuto anche l'iman della moschea di Ancona, Mohamed Nour Dachan, per anni presidente delle comunità islamiche italiane. Dachan ha ringraziato la proprietà dell'azienda, raccontando un episodio interessante. Protagonista un operaio, Abdul, che si era ritirato qualche secondo in preghiera inginocchiandosi dietro una macchina. In quegli istanti è passato uno dei titolari, Giuseppe Carocchi, che gli ha detto: «Non sarai più costretto a pregare così». Quell'episodio ha convinto l'imprenditore a dedicare uno spazio dello stabilimento alle pratiche religiose: «A tutte – precisa l'altro amministratore delegato – Antonio Bianchini, in modo che nessuno debba o possa sentirsi discriminato».
Dachan è stato chiamato a esprimersi sul tema "L'amicizia fra le religioni e il diritto di preghiera in fabbrica", nell'ambito di un pomeriggio dedicato all'inaugurazione della nuova area logistica della ditta, la cui dirigenza ama utilizzare un po' tutti i linguaggi della comunicazione. Non a caso l'ambiente di lavoro ospita anche una mostra d'arte, sull'"Uomo e il mare, tra fantasia e realtà".