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Veronica di Binasco. Analfabeta, sapeva leggere nei cuori

Matteo Liut martedì 13 gennaio 2015
Una vita di preghiera, di meditazione della Parola e di accoglienza del prossimo dona la capacità di leggere nei cuori, anche a chi è privo di cultura o istruzione. Ne è testimonianza la beata Veronica da Binasco, al secolo Giovanna Negroni, nata nel 1445 a Binasco, appunto, nel milanese e abituata da sempre ai lavori più umili. Lavori che coltivò anche nel monastero agostiniano di Santa Marta. Qui entrò nel 1466 e rimase fino alla morte nel 1497, dedicandosi, come sorella laica, a una vita ascetica, ma senza rinunciare alle proprie mansioni nel monastero e alla questua per le vie della città: incontrando le persone, cui chiedeva un gesto di carità, sapeva indicare loro la via della verità e della speranza. Così fece anche incontrando i potenti e lo stesso papa Alessandro VI, che vide in lei un donna santa.Altri santi. Sant'Ilario di Poitiers, vescovo e dottore della Chiesa (315-367); beato Emilio Szramek, sacerdote e martire (1887-1942).Letture. Eb 2,5-12; Sal 8; Mc 1,21-28.Ambrosiano. Sir 42,15-21; Sal 32; Mc 1,14-20.