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Alfonso Rodriguez. Padre e vedovo, gesuita, guida per molti missionari

Matteo Liut domenica 31 ottobre 2021
Dal proprio piccolo angolo di mondo si può salvare il mondo: basta saper aprire il cuore a Dio e agli altri diventando così una "porta aperta" che conduce all'amore vero. Così visse sant'Alfonso Rodriguez, incarnando a pieno lo stile cui ogni cristiano è chiamato. Era nato a Segovia, in Spagna, nel 1533 in una famiglia di mercanti di lana e, con il desiderio di consacrarsi, studiò dai gesuiti di Alcalà. A 23 anni, dopo la morte del padre, dovette però occuparsi degli affari di famiglia. Si sposò ed ebbe tre figli, ma all'età di 31 anni rimase vedovo. Poco prima aveva perso anche due figli: il dolore fu troppo e per questo decise di lasciare tutti i beni al fratello, riprendendo gli studi presso i gesuiti. La Compagnia di Gesù, nella quale Alfonso volle restare sempre fratello coadiutore, lo accolse e lo inviò a Palma di Maiorca, dove svolse con attenzione e delicatezza il ruolo di portinaio del convento dal quale all'epoca passavano i missionari diretti in America. Padre spirituale e mistico, per molti l'incontro con Rodriguez fu un'esperienza preziosa, come accadde a san Pietro Claver, l'«apostolo degli schiavi». Rodriguez morì nel 1617.
Altri santi. Sant'Antonino di Milano, vescovo (VII sec.); beato Cristoforo di Romagna, sacerdote (XIII sec.).
Letture. Romano. Dt 6,2-6; Sal 17; Eb 7,23-28; Mc 12,28-34.
Ambrosiano. Is 56,3-7; Sal 23 (24); Ef 2,11-22; Lc 14,1a.15-24.
Bizantino. Ef 2,4-10; Lc 16,19-31.