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Aiutiamo Zeudi a crescere suo figlio

Antonella Mariani sabato 9 dicembre 2023
A tre anni e mezzo, il piccolo Aya ancora non parla e manifesta segni di disagio, tanto che da poche settimane è stato visitato da un neuropsichiatra infantile. La fragilità è anche fisica: il bambino si ammala di continuo e ha bisogno di frequenti visite mediche. Occuparsi di lui assorbe tutto il tempo e le energie di mamma Zeudi. Madre e figlio vivono in una grande città del Sud Italia, da soli perché il padre, alcolista, li ha abbandonati entrambi ed è tornato al suo Paese, in Africa. Zeudi e Aya abitano in una stamberga umida e malsana, che non agevola la salute del piccolo, ma al momento non c’è possibilità di cambiare indirizzo, come la donna desidererebbe fare. Zeudi deve accudire suo figlio e fatica a trovare anche un lavoretto a ore perché le assenze dall’asilo sono frequenti, lunghe e improvvise. Le spese sono tante, aggravate dalla necessitò di acquistare medicine. Di conseguenza le rate dell’affitto si accumulano e lo sfratto è all’orizzonte. «La vita sta diventando sempre più faticosa e pesante - scrive il parroco che segnala il caso a ”La voce di chi non ha voce” -. La parrocchia, con viveri, generi di prima necessità, acquisto di medicinali e piccoli contributi economici, cerca di andare incontro a Zeudi ma è sempre poca cosa. Spero nella solidarietà di tanti per alleviare tale condizione e favorire una crescita serena al piccolo Aya». Possiamo far sentire la vicinanza a Zeudi e Aya anche con un piccolo contributo, utilizzando il conto corrente postale 15596208, intestato ad Avvenire, “La voce di chi non ha voce”, piazza Carbonari 3, Milano. Assegni intestati ad Avvenire, “La voce di chi non ha voce”. Si può anche fare un versamento ad Avvenire Nei Spa - La voce di chi non ha voce - Banco Bpm Iban IT05Y0503401741000000012201. Per le donazioni alla “Voce di chi non ha voce” non è possibile fruire della detrazione in sede di dichiarazione dei redditi. © riproduzione riservata