Rubriche

Adunate, molestie e commenti: riflessioni e strumentalizzazioni

Umberto Folena giovedì 12 maggio 2022
Avevamo pochissime certezze, noi italiani. Una erano gli alpini. Dopo il raduno di Rimini, vacillano pure loro. Le accuse sono innumerevoli da tante ragazze: siamo state molestate. Non da ragazzini, ma da baldi settantenni. Alpini autentici? Infiltrati con cappello finto? Poco conta, è il mito degli alpini a mobilitare un battaglione di firme: sul "Corriere" Massimo Gramellini (11/5), sulla "Repubblica" Concita De Gregorio, Michela Marzano e Michele Serra (11/5), sulla "Stampa" Gabriele Romagnoli (10/5) ed Elena Stancanelli (11/5), sul "Giornale" Stefano Zecchi (11/5). Ma gli alpini restano alpini, così nessuno li ficca tutti indistintamente nel tritacarne. Vedi Concita De Gregorio: «Quando sono insieme, gli esseri umani in quanto animali si comportano molto diversamente da come farebbero trovandosi da soli». Le fa eco Michele Serra: «Il problema non sono gli alpini, sono i maschi». Si dissocia almeno in parte Michela Marzano. Titolo: «Non chiamatela goliardia». Anche Elena Stancanelli evita di crocifiggere l'intero corpo degli alpini: «Che schifo quel branco di maschi ubriachi». Eppure il "Giornale" (11/5) sembra aver letto tutt'altro e la butta in politica: «L'ira dei moralisti. La sentenza della sinistra: gli alpini sono molestatori» (titolo del servizio di Nino Materi). Stefano Zecchi denuncia chi confonde il sano cameratismo con il maschilismo, e conclude con una frase che lascia (a dir poco) perplessi: «È stato messo sotto accusa un modo d'essere inoffensivo e una tradizione». Semmai va ascoltata Elena Stancanelli che si rivolge agli autentici alpini gentiluomini, che di fronte ai falsi alpini non hanno fatto niente: «Com'è possibile che nessuno li abbia presi a calci? Che nessuno di loro, degli alpini sobri e rispettosi (...), si sia sentito offeso da quei comportamenti?». Riflessione d'obbligo, anche per l'Ana.