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Scacco matto al re della finanza

sabato 19 aprile 2014
Intrattabile, taciturno, solitario ma decisionista Joseph Rosemberg è uno dei tanti squali della finanza americana dei primi decenni del secolo scorso. Nell’America che coltivava sogni di grandezza, nella New York in cui i ricchi giocano in Borsa e Wall Street sembra ancora premiare gli azzardi, Rosemberg regna da sovrano sui dipendenti dei suoi grandi empori,
antenati dei centri commerciali moderni, dove si vende e si acquista di tutto. Padre padrone, terrore dei dipendenti che lo temono più di una malattia, il magnate settantenne considera il proprio impero la risposta al desiderio di felicità del genere umano. Ossessivamente preciso, convinto che il suo sia il regno della bellezza come una specie di Scrooge senza tempo, dal cuore di ghiaccio, Rosemberg odia i poveri, detesta i mendicanti che per lui sono brutti, sporchi e cattivi. Perciò quando un giorno i vigilantes gli portano una ladruncola miserevole, una bimbetta dal viso deturpato dal labbro leporino, che ha rubato uno sfilatino di pane, tutti pensano che il vecchio se la sbrani. Invece
la piccola dal muso di lepre, con una mossa fulminea alla scacchiera dove Rosemberg sta giocando, gli dà scacco matto e gli propone una scommessa. Che comincia con un giro, spaventoso per il riccastro, nelle fogne della Grande Mela, dove vive un popolo di diseredati, senza tetto né lavoro, accattoni e disperati. E’ il 1929 e l’America è sull’orlo della Grande Crisi. Da una parte ci sono i tanti Rosemberg ricchi sfondati e finanzieri d’assalto, gente senza scrupoli che muove le leve della speculazione, drogando il mercato per guadagnare a piene mani non importa sulla pelle di chi; dall’altra l’esercito dei poveri cristi che da tempo ha perso tutto. Tra i due mondi però c’è un ponte rappresentato dal piccolo muso di lepre e dal suo misterioso amico Serge Born, un venditore di lamette che ha fatto della generosità e della giustizia una propria ragione di vita. Entrambi sono decisi a mandare all’aria il
mondo ottuso del vecchio Rosemberg. La doppia vita del signor Rosemberg (Salani; 12,90) è un romanzo sulle tante facce dell’esistenza, sulle voci della coscienza e sulla possibilità di redenzione. Fabrizio Silei come sempre è una garanzia di belle storie e bella scrittura. Da non perdere. Dai 12 anni.
Le Figaro l’ha definito “una piccola perla grafica tutta da scoprire”, il New York Times lo colloca “tra i dieci migliori libri illustrati del 2013”. In effetti con Jane, la volpe & io  - approdato nella collana Contemporaea di Mondadori (16 euro) – Fanny Britt per i testi e Isabelle Arsenault per le illustrazioni realizzano un romanzo grafico di grande leggerezza e poesia, nonostante il tema sia di quelli drammatici e urticanti come il bullismo. Helene, la protagonista, è una ragazzina timida e sensibile caduta del tutto senza motivo, gratuitamente come spesso avviene, nelle grinfie di una banda di bulle spietate. Compagne di scuola che la sbeffeggiano pubblicamente dandole della grassona e della puzzona: le ingiurie più crudeli e dolorose che possano esistere. Invece di reagire Helene si rintana in se stessa, trovando sollievo nella lettura del suo romanzo preferito, Jane Eyre, con la cui protagonista sente di condividere il dolore di vivere. E non è poco in una quotidianità fatta di solitudine e mortificazioni. Cosa c’entra la volpe nel racconto - anche lei, come le pagine dedicate
Jane Eyre unica nota di colore in una storia
in bianco e nero tendente al seppia – lo si deve scoprire nella lettura, accompagnando la ragazzina nella fatica di affrontare una gita immaginata come un’ulteriore fonte di umiliazioni. Invece… Dagli 11 anni