Papa

Vaticano. «Papa Francesco non è amareggiato» per la lettera di Viganò

Stefania Falasca ed Elena Molinari martedì 28 agosto 2018

Papa Francesco con il portavoce Greg Burke durante la conferenza stampa in aereo durante il volo di rientro da Dublino (Ansa)

Il Papa «non è amareggiato e lavora come sempre», asserire il contrario come ha fatto nella serata di ieri un’agenzia di stampa citando «stretti collaboratori del Pontefice», dunque, «non è una notizia», è «una macchinazione» e «una volgarità». È quanto è in grado di riferire Avvenire grazie a informazioni raccolte presso accreditate fonti vaticane, mentre il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke, commenta con una battuta: «Vi sembrava amareggiato domenica sera sull’aereo? Per favore...». Sul volo di ritorno da Dublino il Papa aveva risposto con pacatezza a chi gli chiedeva un commento sulla «Testimonianza» diffusa il mattino stesso da monsignor Carlo Maria Viganò nella quale l’ex nunzio lo accusava di aver sottovalutato se non coperto gli abusi del cardinale americano Theodore McCarrick chiedendogli di dimettersi.

La giornata di ieri ha fatto anche registrare le dichiarazioni del procuratore generale della Pennsylvania, John Shapiro, che riferendosi ai documenti analizzati dal Gran Jury con abusi documentati in sei diocesi della Pennsylvania lungo 70 anni ha parlato di «sistematica copertura che arrivava fino in Vaticano» precisando di non poter sapere se papa Francesco fosse al corrente della situazione, anche perché gran parte dei fatti risalgono a molti anni fa. La Procura afferma di aver ricevuto oltre 700 chiamate di segnalazione di abusi.

Intanto il cardinale Daniel DiNardo, presidente dei vescovi Usa, ha convocato la Commissione esecutiva che – si legge in una nota della Conferenza episcopale americana – «ha riaffermato la richiesta di un rapido e approfondito esame su come sia stato possibile che i gravi fallimenti morali di un fratello vescovo siano stati tollerati per così tanto tempo» senza «alcun impedimento». Di fronte a questa situazione occorrono «risposte conclusive e basate su prove». DiNardo dice di «attendere un’udienza col Santo Padre» per avere «il suo sostegno al nostro piano d’azione».