Papa

A Rinnovamento nello Spirito. «Unità: dividersi è controtestimonianza»

Papa Francesco sabato 4 luglio 2015
Carissimi fratelli e sorelle,
buon pomeriggio e benvenuti. Anche l’acqua sia benvenuta perché l’ha fatta il Signore. Apprezzo tanto la risposta che avete dato al mio invito che vi ho fatto nel mese di gennaio per incontrarci qui in piazza San Pietro. Grazie per questa entusiasta e calda risposta. L’anno scorso allo stadio ho condiviso con tutti i presenti alcune riflessioni che mi piacerebbe ricordare oggi - perché sempre è buono ricordare, la memoria -: l’identità del Rinnovamento carismatico cattolico, da cui è nata l’associazione Rinnovamento nello Spirito. Lo farò con le parole del Cardinale Léon-Joseph Suenens, grande protettore del Rinnovamento carismatico, così come lo descrive nel secondo libro delle sue memorie. In primo luogo in questo luogo egli ricorda la straordinaria figura di una donna che tanto fece all’inizio del Rinnovamento carismatico, era la sua collaboratrice che godeva anche della fiducia e all’affetto del Papa Paolo VI. Mi riferisco a Veronica O’Brien: fu lei che chiese al Cardinale di andare negli Stati Uniti a vedere cosa stava succedendo, per vedere con i suoi occhi ciò che lei considerava opera dello Spirito Santo. Fu allora che il Cardinale Suenens conobbe il Rinnovamento carismatico, che definì un “flusso di grazia”, e fu la persona chiave per mantenerlo nella Chiesa. Papa Paolo VI nella Messa del lunedì di Pentecoste nel 1975 lo ringraziò con queste parole: “Nel nome del Signore La ringrazio per aver portato il Rinnovamento carismatico nel cuore della Chiesa”. Non è una novità di alcuni anni fa, il Rinnovamento carismatico ha questa lunga storia e nell’omelia di quella stessa Messa il cardinale disse: “Possa il Rinnovamento carismatico sparire come tale e trasformarsi in una grazia pentecostale per tutta la Chiesa: per essere fedele alla sua origine, il fiume deve perdersi nell’oceano”. Il fiume deve perdersi nell’oceano. Sì, se il fiume si ferma l’acqua marcisce; se il Rinnovamento, questa corrente di grazia non finisce nell’oceano di Dio, nell’amore di Dio, lavora per sé stesso e questo non è di Gesù Cristo, questo è dal maligno, dal padre della menzogna. Il Rinnovamento va, viene da Dio e va a Dio.
Papa Paolo VI ha benedetto questo. Il Cardinale continuò dicendo: “Il primo errore che si deve evitare è includere il Rinnovamento carismatico nella categoria di movimento. Non è un movimento specifico, il Rinnovamento non è un movimento nel senso sociologico comune, non ha fondatori, non è omogeneo e include una gran varietà di realtà, è una corrente di grazia, un soffio rinnovatore dello Spirito per tutti i membri della Chiesa, laici, religiosi sacerdoti e vescovi. E’ una sfida per noi tutti. Uno non fa parte del Rinnovamento, piuttosto il Rinnovamento diventa una parte di noi, a patto che accettiamo la grazia che ci offre”. Qui il cardinale Suenens parla dell’opera sovrana dello Spirito, che senza fondatori umani suscitò la corrente di grazia nel 1967. Uomini e donne rinnovati che, dopo aver ricevuto la grazia del Battesimo nello Spirito, come frutto di questa grazia hanno dato vita ad associazioni, comunità di alleanza, scuole di formazione, scuole di evangelizzazione, congregazioni religiose, comunità ecumeniche, comunità di aiuto ai poveri e bisognosi.
Io stesso sono andato nella comunità di Kkottongnae, nel mio viaggio in Corea, e li ho visitati anche nelle Filippine. Questa corrente di grazia ha due organismi internazionali riconosciuti dalla Santa Sede che stanno al suo servizio e al servizio di tutte le sue espressioni in tutto il mondo: “ICCRS” e “Fraternità cattolica”. Questa è un po’ la storia, la radice.
Allo stadio l’anno scorso ho parlato anche dell’unità nella diversità. Ho fatto l’esempio dell’orchestra. Nella Evangelii gaudium ho parlato della sfera e del poliedro. Non basta parlare di unità, non è un’unità qualsiasi. Non è un’uniformità. Detto così si può intendere come l’unità di una sfera dove ogni punto è equidistante dal centro e non vi sono differenze tra un punto e l’altro. Il modello è il poliedro, che riflette la confluenza di tutte le parti che in esso mantengono la loro originalità e questi sono i carismi, nell’unità ma nella propria diversità. Unità nella diversità. La distinzione è importante perché stiamo parlando dell’opera dello Spirito Santo, non della nostra. Unità nella diversità di espressione di realtà, tante quante lo Spirito Santo ha voluto suscitare. E’ necessario anche ricordare che il tutto, cioè questa unità, è più della parte, e la parte non può attribuirsi di essere il tutto. Non si può dire per esempio: “Noi siamo la corrente denominata Rinnovamento carismatico cattolico e voi no”. Questo non si può dire. Per favore, fratelli, questo è così, non viene dallo Spirito, lo Spirito Santo soffia dove vuole, quando vuole e come vuole. Unità nella diversità e nella verità che è Gesù stesso. Qual è il segno comune di coloro che sono rinati da questa corrente di grazia? Convertirsi in uomini e donne nuovi, questo è il Battesimo nello Spirito. Vi chiedo di leggere Giovanni 3, versetti 7-8: Gesù a Nicodemo, la rinascita nello Spirito.
C’è un altro punto che è molto importante chiarire, in questa corrente di grazia: quelli che guidano. Esiste cari fratelli e sorelle una grande tentazione per i leader - lo ripeto, preferisco il termine servitori, che servono –; e questa tentazione per i servitori viene dal demonio, la tentazione di credersi indispensabili, qualunque sia l’incarico. Il demonio li porta a volere essere quelli che comandano, quelli che sono al centro e così, passo dopo passo, scivolano nell’autoritarismo, nel personalismo e non lasciano vivere le comunità rinnovate nello Spirito. Questa tentazione fa sì che sia “eterna” la posizione di coloro che si considerano insostituibili, posizione che sempre ha una qualche forma di potere o di sovrastare sugli altri. Abbiamo chiaro questo: l’unico insostituibile nella Chiesa è lo Spirito Santo, e Gesù è l’unico Signore. Vi domando: chi è l’unico insostituibile nella Chiesa? [piazza: Lo Spirito Santo!] E chi è l’unico Signore? [piazza: Gesù!] Diciamo che il Signore Gesù è il Signore, lodiamo Gesù, forte! Gesù è il Signore! Non ce ne sono altri. In questo senso ci sono stati casi tristi. Si deve mettere un tempo limitato agli incarichi, che in realtà sono servizi. Un servizio importante dei leader, dei leader laici, è far crescere, maturare spiritualmente e pastoralmente coloro che prenderanno il loro posto al termine del loro servizio. Tutti i servizi nella Chiesa è conveniente che abbiano una scadenza, non ci sono leader a vita nella Chiesa. Questo avviene in alcuni Paesi dove esiste la dittatura. “Imparate da me che sono mite e umile di cuore”, dice Gesù. Questa tentazione, che è del diavolo, ti fa passare da servitore a padrone, tu ti impadronisci di quella comunità, di quel gruppo. Questa tentazione ti fa anche scivolare nella vanità. E c’è tanta gente - abbiamo sentito queste due testimonianze, della coppia e quella di Ugo - quante tentazioni portano a fare soffrire una comunità e impediscono di fare il bene, e diventano un’organizzazione come se fosse una ONG; e il potere ci porta – scusatemi ma lo dico: quanti leader diventano pavoni? - il potere porta alla vanità! E poi ti senti capace di fare qualsiasi cosa, puoi scivolare negli affari, perché il diavolo sempre entra per il portafogli, il diavolo: questa è la porta d’entrata.
Altra cosa sono i fondatori che hanno ricevuto dallo Spirito santo il carisma di fondazione. Essi per averlo ricevuto hanno l’obbligo di curarlo facendolo maturare nelle loro comunità e associazioni. I fondatori rimangono tali a vita, cioè sono quelli che ispirano, danno l’ispirazione, ma lasciano che la cosa vada avanti. Io ho conosciuto a Buenos Aires un bravo fondatore, che a un certo punto è diventato spontaneamente l’assessore, e lasciava che i leader fossero gli altri.
Questa corrente di grazia ci porta avanti in un cammino di Chiesa che in Italia ha dato molto frutto, vi ringrazio. Vi incoraggio ad andare avanti. Chiedo il vostro importante contributo in particolare per impegnarvi a condividere con tutti nella Chiesa il Battesimo che avete ricevuto. Avete vissuto questa esperienza, condividetela nella Chiesa. E questo è il servizio molto importante, più importante che si possa dare a tutti nella Chiesa. Aiutare il popolo di Dio nell’incontro personale con Gesù Cristo, che ci cambia in uomini e donne nuove, in piccoli gruppi, umili ma efficaci perché è lo Spirito che opera. Non guardare tanto a fare grandi raduni che spesso finiscono lì, ma alle relazioni “artigianali” derivanti dalla testimonianza, in famiglia, nel lavoro, nella vita sociale, nelle parrocchie, nei gruppi di preghiera, con tutti! E qui vi chiedo di prendere l’iniziativa per creare legami di fiducia e di cooperazione con i vescovi, che hanno la responsabilità pastorale di guidare il corpo di Cristo, incluso il Rinnovamento carismatico. Incominciate a prendere delle iniziative necessarie perché tutte le realtà carismatiche italiane nate dalla corrente di grazia, possano vincolarsi con questi legami di fiducia e di cooperazione direttamente con i loro vescovi lì dove si trovano.
C’è un altro segno forte dello Spirito nel Rinnovamento carismatico: la ricerca dell’unità del Corpo di cristo. Voi carismatici avete una grazia speciale per pregare e lavorare per l’unità dei cristiani, perché la corrente di grazia attraversa tutte le Chiese cristiane. L’unità dei cristiani è opera dello Spirito Santo e dobbiamo pregare insieme. L’ecumenismo spirituale, l’ecumenismo della preghiera. “Ma, padre, io posso pregare con un evangelico, con un ortodosso, con un luterano?” – “Devi, devi! Avete ricevuto lo stesso Battesimo”. Tutti noi abbiamo ricevuto lo stesso battesimo, tutti noi andiamo sulla strada di Gesù, vogliamo Gesù. Tutti noi abbiamo fatto queste divisioni nella storia, per tanti motivi, ma non buoni. Ma adesso è proprio il tempo in cui lo Spirito ci fa pensare che queste divisioni non vanno, che queste divisioni sono una contro-testimonianza, e dobbiamo fare del tutto per andare insieme: l’ecumenismo spirituale, l’ecumenismo della preghiera, l’ecumenismo del lavoro, ma della carità insieme, l’ecumenismo della lettura della Bibbia insieme… Andare insieme verso l’unità. “Ma, padre, per questo dobbiamo firmare un documento?“ – “Ma lasciati portare avanti dallo Spirito Santo, prega, lavora, ama e poi lo Spirito farà il resto!”.
Questa corrente di grazia attraversa tutte le confessioni cristiane, tutti noi che crediamo in Cristo. L’unità prima di tutto nella preghiera. Il lavoro per l’unità dei cristiani incomincia con la preghiera. Pregare insieme.
Unità perché il sangue dei martiri di oggi ci fa uno. C’è l’ecumenismo del sangue. Noi sappiamo che quando quelli che odiano Gesù Cristo uccidono un cristiano, prima di ucciderlo, non gli domandano: “Ma tu sei luterano, tu sei ortodosso, tu sei evangelico, tu sei battista, tu sei metodista?”. Tu sei cristiano! E tagliano la testa. Questi non confondono, sanno che c’è una radice lì, che dà vita a tutti noi e che si chiama Gesù Cristo, e che c’è lo Spirito santo che ci porta verso l’unità! Quelli che odiano Gesù Cristo guidati dal maligno non sbagliano, sanno e per questo uccidono senza fare domande.
E questa è una cosa che io vi affido, forse vi ho raccontato questo, ma è una storia vera. E’ una storia vera. In una città della Germania, Amburgo, c’era un parroco che studiava gli scritti per portare avanti la causa di beatificazione di un sacerdote ucciso dal nazismo, ghigliottinato. Il motivo? Insegnava il catechismo ai bambini. E, mentre studiava, ha scoperto che dopo di lui era stato ghigliottinato, 5 minuti dopo, un pastore luterano per lo stesso motivo. E il sangue di tutti e due si è mischiato: tutti e due martiri, tutti e due martiri. E’ l’ecumenismo del sangue. Se il nemico ci unisce nella morte, chi siamo noi per dividerci nella vita? Lasciamo entrare lo Spirito, preghiamo per andare avanti tutti insieme. “Ma ci sono differenze!”. Lasciamole da parte, camminiamo con quello che abbiamo in comune, che è abbastanza: c’è la Santa Trinità, c’è il Battesimo. Andiamo avanti, con la forza dello Spirito Santo.
Pochi mesi fa, anche quei ventitré egiziani copti che sono stati sgozzati sulla spiaggia della Libia; e in quel momento dicevano il nome di Gesù. “Ma non sono cattolici…”. Ma sono cristiani, sono fratelli, sono i nostri martiri! L’ecumenismo del sangue. 50 anni fa, il beato Paolo VI, nella canonizzazione dei giovani martiri dell’Uganda, ha fatto riferimento al fatto che per lo stesso motivo hanno versato il sangue anche i loro compagni catechisti anglicani. Erano cristiani, erano martiri. Scusatemi, non scandalizzatevi, sono i nostri martiri! Perché hanno dato la via per Cristo, e questo è l’ecumenismo del sangue. Pregare facendo memoria dei nostri martiri comuni.
Unità nel lavoro insieme per i poveri e i bisognosi, che pure hanno bisogno del Battesimo nello Spirito Santo. Sarebbe molto bello organizzare seminari di vita nello Spirito, insieme ad altre realtà carismatiche cristiane, per i fratelli e le sorelle che vivono in strada: anche loro hanno lo Spirito dentro che spinge, perché qualcuno spalanchi la porta da fuori.
E’ finita la pioggia, sembra. E’ finito il caldo. Il Signore è buono, prima ci dà il caldo, poi una bella doccia! E’ con noi. Lasciatevi guidare dallo Spirito Santo, da questa corrente di grazia, che va avanti e cerca sempre l’unità. Nessuno è il padrone. Un solo Signore. Chi è? [piazza: “Gesù!”] Gesù è il Signore! Vi ricordo: il Rinnovamento carismatico è una grazia pentecostale per tutta la Chiesa. D’accordo? [piazza: “Sì!”] Se qualcuno non è d’accordo alzi la mano!
L’unità nella diversità dello Spirito, non qualsiasi unità, la sfera e il poliedro, ricordatevi bene questo. L’esperienza comune del battesimo dello Spirito Santo e il vincolo fraterno e diretto con il vescovo diocesano, perché il tutto è più della parte. Poi, unità del Corpo di Cristo: pregare insieme con gli altri cristiani, lavorare insieme con gli altri cristiani per i poveri e i bisognosi. Tutti noi abbiamo lo stesso Battesimo. Organizzare seminari di vita nello Spirito per i fratelli che vivono nella strada, anche per i fratelli emarginati da tante sofferenza della vita. Mi permetto di ricordare la testimonianza di Ugo. Il Signore lo ha chiamato proprio perché lo Spirito Santo gli ha fatto vedere la gioia di seguire Gesù. Organizzare seminari di vita nello Spirito Santo per le persone che vivono nella strada.
E poi, se il Signore ci dà vita, vi aspetto tutti insieme all’incontro dell’ICCRS e della Fraternità cattolica, che già lo stanno organizzando, tutti voi e tutti quelli che vogliono venire a Pentecoste nel 2017 - non è tanto lontano! - qui in piazza San Pietro per celebrare il Giubileo d’oro di questa corrente di grazia. Una opportunità per la Chiesa, come disse il beato Paolo VI nella Basilica di San Pietro, nel 1975. Ci riuniremo a rendere grazie allo Spirito Santo per il dono di questa corrente di grazia che è per la Chiesa e per il mondo, e per celebrare le meraviglie che lo Spirito Santo ha fatto nel corso di questi 50 anni, cambiando la vita di milioni di cristiani.
Ancora grazie per aver risposto con gioia al mio invito. Che Gesù vi benedica e la Vergine Santa vi protegga. E per favore non dimenticatevi di pregare per me, perché ne ho bisogno, grazie
Prima della Benedizione finale, il Papa ha pronunciato le parole che seguono:
 E con le Bibbie, con la Parola di Dio, andate, predicate la novità che ci ha dato Gesù. Predicate ai poveri, agli emarginati, ai ciechi, ai malati, ai carcerati, a tutti gli uomini e le donne. In ognuno c’è lo Spirito, dentro, che vuole essere aiutato a spalancare la porta per farlo rivivere. Il Signore vi accompagni in questa missione, sempre con la Bibbia in mano, sempre con il Vangelo in tasca, con la Parola di Cristo.